L’uguaglianza di genere è già realtà nelle compagnie assicurative
| Società
Presentati ieri gli studi condotti da AXA Research Lab sulla gender equality durante una tavola rotonda presso l’Università Bocconi. Il panorama attuale non è confortante
L’uguaglianza di genere è già realtà nelle compagnie assicurative
Presentati ieri gli studi condotti da AXA Research Lab sulla gender equality durante una tavola rotonda presso l’Università Bocconi. Il panorama attuale non è confortante
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L’uguaglianza di genere è già realtà nelle compagnie assicurative
Presentati ieri gli studi condotti da AXA Research Lab sulla gender equality durante una tavola rotonda presso l’Università Bocconi. Il panorama attuale non è confortante
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AUTORE: Ilaria Cuzzolin
“2.4 miliardi di donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. Un dato che non è solo la manifestazione di un’ingiustizia bella e buona ma rappresenta un ostacolo vero e proprio allo sviluppo economico. Un costo globale quantificato in 16 trilioni di euro”. A evidenziare questi dati è stato l’amministratore delegato del gruppo assicurativo AXA che, ieri, è intervenuto a un convegno sulla parità di genere “per costruire una società resiliente”, tenutosi presso l’Università Bocconi con la partecipazione della Ministra per la famiglia e le pari opportunità Eugenia Roccella e patrocinata dalla Commissione Europea.
La teoria di come si possa incentivare la partecipazione femminile nel mondo del lavoro e nella vita pubblica è ormai chiarissima. E’ arrivato il momento di passare alla pratica, concretizzando quelli che fino ad oggi sono stati solo buoni propositi.
Alcune aziende lo stanno già facendo. Nel settore assicurativo, per esempio, le donne rappresentano circa il 50% della forza lavoro, con un numero crescente di donne manager, come ha ricordato Maria Bianca Farina, presidente di Ania, l’associazione che raggruppa le compagnie assicurative italiane.
Gli studi prodotti dall’AXA Research Lab sulla gender equality hanno evidenziato come il sessismo sia ancora troppo diffuso nelle aziende a guida maschile. Imprese, dove le donne vengono poco considerate e non riescono a essere incisive come dovrebbero anche quando le loro idee si dimostrano vincenti. Ragion per cui è importante ricordare a ogni occasione buona come l’empowerment femminile sia il passaggio necessario per costruire una società più equa, inclusiva, resiliente e più utile a tutti. Anche in termini economici, aspetto di cui si parla meno. Perché un’idea vincente fa guadagnare l’azienda ma anche tutto il sistema paese.
“Nonostante i progressi fatti finora, le donne sono ancora penalizzate sul mercato del lavoro – ha detto Paola Profeta, Direttrice dell’AXA Research Lab on Gender Equality e Prorettrice per la Diversità, Inclusione e Sostenibilità dell’Università Bocconi – Gli ostacoli sono molteplici: dalla penalizzazione delle madri ai carichi di cura divisi in modo asimmetrico tra uomini e donne, alle norme sociali e stereotipi diffusi che vedono ancora le donne protagoniste della sfera familiare e gli uomini delle carriere professionali. Tutto questo ha un costo evidente per l’economia e la società, in termini di perdita di talenti e limitata performance. Congedi di paternità, quote di genere, promozione della presenza femminile nelle discipline STEM, rimozione degli stereotipi possono contribuire a creare un contesto culturale sul lavoro che favorisca la parità di genere e l’empowerment delle donne”.
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