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title: Magre o grasse che si sia
description: "Non esistono solo critiche a chi, secondo i canoni, ha qualche chilo in più. Esiste anche l'opposto. Oggi l'immagine conta fin troppo."
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date: 2021-09-23
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/magre-o-grasse-che-si-sia/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [società]
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# Magre o grasse che si sia

![Magre o grasse che si sia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Magre-o-grasse.png)

Non esistono solo critiche a chi, secondo i canoni, ha qualche chilo in più. Esiste anche l'opposto, ma il vero problema della società di oggi è che l'immagine conta più di ogni altra cosa e, invece che criticarci, dovremmo sostenerci.

«Di che ti lamenti?», «Così magra puoi mettere tutti i vestiti che vuoi, mangiare quello che vuoi», «Tu sei un chiodo, non puoi parlare». Sono consapevole che quello che sto per scrivere sarà impopolare, ma nell’epoca del politicamente corretto è tempo di raccontare che** non esiste solo il fat shaming**, gli insulti e le critiche a chi secondo i canoni attuali ha qualche chilo di troppo.

Esiste anche il fenomeno inverso, denominato appunto skinny shaming e che si rivolge invece a chi è particolarmente magro. E che non è detto che dentro quel corpo, che magari si avvicina di più a quelli che ci vengono propinati dalle pubblicità, si trovi a suo agio. Duole dirlo, ma **le prime a rendersi protagoniste di questo fenomeno** – altrettanto odioso quanto il suo corrispettivo rivolto a chi è più formoso –** sono le donne**.

Lo hanno ribattezzato thin privilege, ovvero il privilegio di essere magre, e chi ce l’ha, quel presunto privilegio, si è di certo ritrovato spesso a essere zittito quando si trova a confrontarsi sul proprio corpo. Perché sei magra, e quindi appunto** non puoi avere nulla da dire. **

Invece da dire c’è parecchio, perché può benissimo essere che in quella taglia 38 o 40 ci si trovi a disagio, può essere che dietro quella magrezza ci siano dei disturbi alimentari. E se anche così non fosse, non è certo particolarmente gradevole sentirsi ripetere: «Ma non mangi?» oppure «Dovresti mettere su qualche chilo». **Perché il principio è lo stesso delle critiche ai presunti chili di troppo,** e allo stesso modo c’è il rischio di ferire sensibilità che non è detto siano particolarmente solide. Essere magre non implica in automatico sentirsi bene con sé stesse.

O essere impermeabili qualsivoglia commento o critica, perché tanto vuoi mettere la soddisfazione di infilarsi quel paio di jeans microscopici? Ecco, non è proprio così e se vogliamo il **rispetto delle diversità** servirebbe anche nei confronti di chi magari agli occhi di qualcun altro è particolarmente fortunato.

**Il principio dovrebbe essere per tutti quello di imparare ad accettarsi**, senza però che venga in qualche modo sancito chi ha il diritto di esternare le proprie fragilità e chi invece no. Riguarda naturalmente anche gli uomini, che negli ultimi anni, tra l’altro, hanno registrato un incremento dei disturbi alimentari. Viviamo, piaccia o no, in una società in cui **l’immagine è importante**. La vera sfida sarebbe quella di imparare a sostenerci, nel rispetto delle differenze, invece di passare il tempo a criticarci.

 

di *Annalisa Grandi*
