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title: Perché la morte di Mario Finotti riguarda tutti noi
description: Mario Finotti, 91 anni, si è calato dal primo piano della casa di riposo  servendosi di coperte annodate. Non fuggiva ma cercava la libertà. La gestione degli anziani è un problema che non possiamo più ignorare.
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date: 2022-01-20
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/mario-finotti/
categories: [Società]
tags: [attualità, Italia]
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# Perché la morte di Mario Finotti riguarda tutti noi

![Perché la morte di Mario Finotti riguarda tutti noi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-8-2.png)

Mario Finotti, 91 anni, si è calato dal primo piano della casa di riposo servendosi di coperte annodate; non fuggiva ma cercava la libertà. La gestione degli anziani è un problema che non possiamo più ignorare.

Sono le prime ore del mattino di martedì 18 gennaio, per strada solo il rumore delle tazzine e dei camion della spazzatura. **Mario Finotti, 91 anni**, con una lucidità disarmante decide di procurarsi una **via di fuga dalla casa di riposo che lo ospita da pochi mesi; ** prende delle coperte annodate e prova a calarsi dalla finestra del primo piano. Mario, com’era prevedibile, perde la presa e **cade. Un impatto per lui fatale**. 

**L’astuzia e la minuzia del gesto quasi sorprendono**, forse perché Mario ha *una certa età*, quasi a credere che ad un certo punto le persone, logorate dalla vecchiaia, perdano assieme alle forze anche la propria natura.  

Secondo l'ex presidente della [casa di riposo Opera Pia Bottoni](https://www.operapiabottoni.com/) di Papozze (Rovigo), Diego Guolo, **si è trattato di un tentativo non di fuga bensì di ritorno**. La casa di Mario, infatti, si trovava poco distante dalla struttura, in cui è stato trasferito la scorsa estate. **La tragedia **apre un enorme capitolo, che non si limita a un gesto disperato ma racconta di **una direzione precisa verso cui questa società si sta inevitabilmente dirigendo.**

Mario non era solo. Aveva dei nipoti, precipitatisi sul posto appena appresa la notizia. Tutta la comunità è rimasta sconvolta dall’accaduto, per non parlare degli infermieri, che **in questo periodo di emergenza covid19 sostengono turni massacranti**.

Perché **la pandemia ha acuito un problema già esistente**, quello della gestione di persone troppo mature per risultare **un sostegno a questa società**. Emarginati perché rallentati, in un’epoca in cui tempo non ce n’è mai. 

Sempre più sole anche a causa di un’emergenza sanitaria che ha ridotto drasticamente la possibilità di visite a domicilio o in strutture di cura.

In Italia **le case di cura rappresentano una delle poche possibilità per *****mettere al sicuro *****persone anziane**, ma soprattutto per permettere a figli e nipoti di proseguire con la propria vita in un vortice in cui **si diventa vecchi senza nemmeno accorgersene**, con un’età legale di pensionamento a 67 anni.

Secondo l’Ocse l’Italia figura tra i sette Paesi che **collegano l’età pensionabile alla speranza di vita**. Stando a questo parametro, per l’Italia si parla di 71 anni.

Si smette di lavorare giusto in tempo per essere emarginati.

Quale diventa quindi il ruolo di queste persone? Bisogna chiedersi **chi se ne prende cura se il lavoro occupa il 70% del percorso di vita** di praticamente chiunque, senza tra l’altro permettere uno stipendio adeguato per **assumere un’assistente familiare**. 

Il costo lordo di **assunzione di una badante** con un contratto di lavoro a tempo pieno deve tener conto di uno stipendio, stabilito dal contratto collettivo nazionale del lavoro conviventi e non conviventi, contributi Inps, ferie, festività nazionali, permessi, eventuale indennità di vitto e alloggio, tredicesima mensilità, trattamento di fine rapporto, per un ammontare netto non inferiore ai € 1498,77 mensili. 

Così un figlio, un nipote, **si ritrovano a dover scegliere se concedere autonomia al parente, nella speranza che possa mantenerla più a lungo possibile, o negargliela per il proprio bene**, strappandoli alla propria casa e abitudini, delegandolo a chi se ne prenderà cura con spicchi di libertà sempre più effimeri.

In Italia gli anziani non autosufficienti che necessitano di assistenza continua **hanno diritto a essere presi in carico da parte delle istituzioni pubbliche**, sia sotto il profilo sanitario che socio-assistenziale.

Una cosa è certa: questi due anni hanno offerto una **visione condivisa sull’isolamento e la solitudine**, su ciò che può significare vedere limitata la propria libertà, ed è su questo che dovremmo lavorare, **garantendo sostegno e dignità a coloro che per anni hanno sostenuto il paese** e si ritrovano spesso senza un ruolo preciso.

**Serve investire di più in **[iniziative sociali inclusive](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-senior-cohousing-antidoto-contro-la-solitudine/)**, che diano valore ai nostri anziani, offrendogli strumenti utili per una vecchiaia dignitosa**.

Nonostante i suoi 91 anni, Mario non aveva nessuna intenzione di cedere, l’unica cosa che desiderava era **godersi quello che gli restava da vivere in semplicità. **

Mario Finotti era anziano ma la sua vita non valeva meno di quella degli altri. Il suo gesto dissennato è un fallimento della nostra società su cui dovremmo fermarci a riflettere. 

di *Elena Bellanova*
