---
title: Maternità digitale, zona grigia
description: La maternità, al tempo dei social media e della brandizzazione personale, è diventata una questione molto complicata
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/09/UNA-FOTO-545-1024x639.jpg
date: 2025-09-05
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/maternita-digitale-zona-grigia/
categories: [Società]
tags: [maternità, società]
---

# Maternità digitale, zona grigia

![Maternità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/09/UNA-FOTO-545-1024x639.jpg)

La maternità, al tempo dei social media e della brandizzazione personale, è diventata una questione molto complicata. Intervista a Roberta Guadagno

**C’è chi offre consigli a pagamento su come migliorare il legame tra madre e figlio**, potenzialmente compromesso da un parto difficile, in cui la donna non ha fatto ‘abbastanza’ per evitare che andasse così. **Chi prende posizione contro l’epidurale perché con «respiro e visualizzazioni» si potrebbe ottenere lo stesso risultato**. **Ma anche chi offre consulenze al telefono o propone rimedi naturali per trattare la cicatrice *post* taglio cesareo. La [maternità](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/denatalita/), al tempo dei *social media* e della brandizzazione personale, è diventata una questione molto complicata**. Gravidanza, parto, allattamento, sonno del neonato e svezzamento sono materia per contenuti con milioni di visualizzazioni su ogni piattaforma e un ampio ‘mercato’ di consulenti. **Pediatri, ginecologi, ostetriche, *doule*, esperte di discipline olistiche ma anche figure che non provengono dal mondo medico** e che hanno saputo costruire un piccolo impero su consigli – **a metà fra psicologia e sciamanesimo** – su come superare un cesareo e sulle strategie per far dormire il bebè.

**Ogni medaglia ha però due facce. Se da un lato le donne possono oggi contare su molte informazioni facilmente accessibili**, dall’altro queste figure si propongono spesso** come un’alternativa ai modelli medici convenzionali**, veicolando in alcuni casi contenuti privi di basi scientifiche o addirittura rischiosi. «**Non è che un’ostetrica, in quanto tale, dia necessariamente consigli non scientifici**» spiega a “La Ragione” Roberta Guadagno, referente nazionale Coordinamento ostetrico Nursing Up. «**Il problema riguarda tutta la medicina**, perché attraverso i *social* qualsiasi materia può essere distorta o amplificata. Noi segnaliamo casi di persone senza titolo che vendono servizi sulla maternità, ma spesso non accade nulla. **Servono norme e strumenti di vigilanza** più efficaci, altrimenti a rimetterci sono le donne e i bambini».

Un recente caso di cronaca ha riacceso le polemiche sul tema. **Oyebola “Bibi” Coxon, ostetrica mantovana nota sui *social* come “Ostetrica senza filtri”,** sostenitrice del parto in casa e non medicalizzato, **è stata arrestata in Australia con l’accusa di omicidio colposo**. Avrebbe ignorato segni evidenti di complicazioni durante un parto domiciliare e** non avrebbe portato la partoriente in ospedale, nonostante le richieste della donna**. **Il neonato è morto. **L’ostetrica, seguitissima sul *web*, aveva ideato addirittura corsi a pagamento e una *app* per le sue *follower***. Il “caso Bibi” rappresenta soltanto la parte visibile di un fenomeno ben più esteso**. Attorno al tema della maternità digitale si muovono ormai migliaia di profili che propongono consigli, programmi e consulenze, spesso privi di una reale validazione scientifica. **Una vera e propria ‘zona grigia’, in cui l’informazione rischia di intrecciarsi con logiche di promozione commerciale.**

Il risultato è che molte madri,** in momenti di particolare fragilità e in cerca di supporto, finiscono per affidarsi a figure non qualificate**, con conseguenze potenzialmente gravi. «Portare la nascita su un piano di naturalità **non significa obbligare le donne a partorire senza medicalizzazione**» sottolinea Guadagno. «**Un parto può essere ‘umanizzato’ anche in ospedale o con un cesareo, se accompagnato da rispetto e sostegno**».

**La pressione sociale sul ‘parto perfetto’, sull’allattamento ‘di successo’ e così via è probabilmente uno degli elementi alla base** della popolarità delle guru della maternità, capaci di creare comunità di seguaci compattate dal martellante sospetto verso le pratiche mediche tradizionali. «**Nella nostra società le donne vivono una pressione costante per raggiungere la perfezione, che non è naturale**. Ed è in questo terreno che attecchiscono messaggi fuorvianti e colpevolizzanti» conclude Guadagno.

di *Valentina Monarco*
