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title: Maternità surrogata, se il conto sale e i genitori sono al verde
description: Una coppia di italiani sta facendo di tutto per riportare a casa i due figli nati tramite maternità surrogata bloccati in Georgia.
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date: 2024-05-11
modified: 2024-05-12
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/maternita-surrogata-se-il-conto-sale-e-i-genitori-sono-al-verde/
categories: [Società]
tags: [donne, Italia, maternità]
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# Maternità surrogata, se il conto sale e i genitori sono al verde

![maternità surrogata](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/maternita-surrogata.jpg)

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2023-03-28 17:00:15

2023-03-28 15:00:15

In Italia, invece di rendere rapida e corretta la giustizia penale, c'è chi ritiene sia più urgente criminalizzare la maternità surrogata

Non vi è bisogno di essere giuristi per comprendere le gravi carenze della giustizia penale in Italia: la maggioranza dei reati resta impunita, quando si arriva a un processo questo dura tempi biblici – incompatibili con i diritti sia delle vittime che degli accusati innocenti – e gli orrori giudiziari sono numerosissimi, come ben sanno i lettori de “La Ragione”. Orbene, par di capire che al governo, nonostante la presenza di un ottimo ministro della Giustizia, invece di dedicarsi a rendere rapida e corretta la giustizia penale in Italia ci sia chi ritiene più urgente criminalizzare la maternità surrogata… all’estero.

Non entro qui nel merito etico e giuridico dei contratti di “affitto dell’utero”: materia palesemente controversa, visto che vi sono civilissimi Paesi che li consentono e altri civilissimi Paesi che li vietano. Personalmente ritengo che lo Stato, rispetto a contratti liberamente sottoscritti fra privati, dovrebbe limitarsi alla tutela dei diritti dei contraenti e dei terzi, senza assumere astratte posizioni “etiche” dipendenti dall’ideologia o religione di chi al momento governa; ma, ripeto, sospendiamo qui il giudizio sulla questione di fondo.

L’Italia è libera di mantenere il divieto vigente di contrattare maternità surrogate o di cambiare la legge in materia e potrebbe anche essere libera di negare valore legale in Italia di simili contratti sottoscritti all’estero, sempreché le conseguenze di tali divieti non ledano i diritti civili e umani dei bambini nati a loro seguito. Ma l’idea di criminalizzare in Italia contratti esteri appare bislacca e potenzialmente kafkiana.

Se un italiano che vive a Los Angeles viene in Italia con il figlio nato con maternità surrogata per fargli incontrare i nonni, i nostri novelli Torquemada pensano che dovrebbe essere arrestato? E dovrebbe essere arrestata anche la moglie, americana, che ha sottoscritto nel suo Paese un contratto perfettamente lecito? E la gestante americana, madre biologica ma non genetica, si ritroverebbe in Italia con un bambino che per la legge del suo Paese non è suo? E tutto questo al fine di meglio tutelare i diritti di chi, esattamente? E quando una coppia di italiani ha un figlio all’estero, potenzialmente con maternità surrogata, i nostri Torquemada immaginano forse di sottoporre entrambi a esami genetici quando tornano in Italia, al fine di scoprire se si sono per caso macchiati di tale delitto?

In Italia, a quel che ricordo, la poligamia è un reato. Se sbarca a Cutro un profugo somalo con le sue tre mogli (nei Paesi islamici la poligamia è perfettamente legale), possiamo limitarci a considerare qui valido solo il primo matrimonio o dobbiamo arrestare tutti e quattro per poligamia? Le vie dell’inferno sono notoriamente lastricate di buone intenzioni, un concetto che non andrebbe mai dimenticato occupandosi di giustizia in Italia.

Di Ottavio Lavaggi

Utero proprio e genitori altrui

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2023-03-28 14:56:14

2023-03-28 12:56:14

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2023-03-25 17:14:48

2023-03-25 16:14:48

Prima lo adottano e poi rinunciano all'adozione: ragazzo brasiliano vince la causa contro quelli che avrebbero dovuto essere i suoi genitori

Prima tutta la trafila per l’adozione, dopo cinque giorni il ripensamento. Neanche un figlio fosse un giocattolo. Fa riflettere, in questi giorni di polemiche su diritti delle coppie e maternità surrogata, la vicenda di un ragazzo adottato dal Brasile nel 2007 da una coppia del cremonese. Lui all’epoca aveva dieci anni. Peccato che, una volta arrivati in Italia, dopo meno di una settimana i genitori adottivi siano andati dal sindaco del Comune in cui vivevano per chiedere di rinunciare all’adozione. Peccato che il bimbo fosse già con loro. Sostenevano che non fosse valida, perché non ancora ratificata in Italia. Ma con un atto del tribunale brasiliano era valida eccome.

Oggi, dopo anni e dopo essere passato prima di comunità in comunità e aver poi trascorso un’adolescenza travagliata ed essere finito anche in carcere, quel ragazzo ha fatto causa a quelli che avrebbero dovuto essere i suoi genitori. Vincendola. Sono stati infatti condannati a tre mesi di reclusione per avergli fatto mancare i mezzi di sussistenza e a un risarcimento di 10mila euro. Certo simbolico – considerato il trauma di un bimbo che già arrivava da un’infanzia difficile e che si è ritrovato abbandonato in un Paese straniero – ma importante per il messaggio che trasmette.

Una vicenda che deve far riflettere quando si ragiona di diritti e di rivendicazioni, in qualsiasi senso. Perché sempre, prima di tutto, un figlio è una responsabilità. E questo a prescindere dall’orientamento sessuale.

Di Annalisa Grandi 

Un figlio non è un gioco

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2023-03-25 17:35:40

2023-03-25 16:35:40

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