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title: "Maturità 2025, tutte le materie della seconda prova: latino al Classico e matematica allo Scientifico. Cosa succede a chi prende 6 in condotta"
description: Maturità 2025, sono uscite le materie della seconda prova, quella di indirizzo, che si terrà il 19 giugno. Riguardo il voto in condotta
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date: 2025-01-29
author: Mario Catania
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categories: [Società]
tags: [Italia, scuola, studenti]
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# Maturità 2025, tutte le materie della seconda prova: latino al Classico e matematica allo Scientifico. Cosa succede a chi prende 6 in condotta

![Maturità 2025 seconda prova](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Maturita-2025-seconda-prova.jpg)

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2024-06-20 08:03:20

2024-06-20 06:03:20

Gli argomenti proposti ai maturandi sono apparsi di buona qualità e varietà. Si sono evitate le ovvietà, quali il cambiamento climatico o l’intelligenza artificiale

Gli argomenti proposti ai maturandi sono apparsi di buona qualità e varietà. Si sono evitate le ovvietà, quali il cambiamento climatico o l’intelligenza artificiale. 

Nulla contro temi che definiranno il nostro mondo nei decenni a venire, ma spesso banalizzati in occasioni teoricamente di alto livello culturale, figurarsi in una prova che spinge i candidati a rischiare il meno possibile. 

Fermi restando i gusti personali, abbiamo molto apprezzato le tracce che ai nostri tempi sarebbero state di “attualità”: la riflessione di Rita Levi-Montalcini sull’ansia da perfezione identifica con efficacia una caratteristica dei nostri tempi. 

Di prestigio i riferimenti letterari lasciati all’analisi degli studenti, da Pirandello a Ungaretti, sia pur dipendenti nella loro fattibilità dal grado di sviluppo dei programmi durante l’anno. Più scontata la traccia su Internet, peraltro molto gettonata. 

Molto belli i temi storici, sui quali non ci sarebbe però dispiaciuta una maggiore capacità di circoscrivere gli argomenti. Il richiamo alla storia d’Europa o all’esperienza politico-militare dell’arma atomica nella guerra fredda presuppongono in diciottenni una capacità di analisi e sintesi sconosciuta a molti adulti. 

Ecco, chi sarà riuscito a sviluppare bene questa traccia lo vorremmo di sicuro testare per un articolo su La Ragione, che a Giuseppe Galasso - autore del pensiero riportato nella traccia - dedicò uno dei profili raccolti nel libro “Il Mondo della Ragione” appena pubblicato.

Che l’esame in sé non sia una prova difficile è certificato oltre a ogni ragionevole dubbio da quel 99,7% di promossi dell’anno scorso. È in discussione il voto finale, che ha le sue ricadute anche in termini di iscrizione soprattutto in alcune facoltà e università, ma lo scoglio in quanto tale è ampiamente aggirabile. 

Detto questo, la maturità resta esattamente se stessa, a dispetto del passare dei decenni, di queste percentuali bulgare, dell’ossessiva volontà dei governi che si susseguono di metterci mano e creare finalmente un esame al passo con i tempi. 

Faccio un esempio personale: anche con mia figlia, maturanda proprio in questi giorni, una volta mi sono giocato la carta della percentuale dei promossi per indurla a star tranquilla. Il risultato non è andato esattamente nella direzione che avevo previsto e mi sono guadagnato una bella scarica di improperi. Seguiti dall'immancabile appellativo di “boomer“. Il punto è che aveva ragione lei.

La forza dell’esame di maturità non sta nella sua capacità di selezione, ma nel concentrare per una volta l’attenzione, le prime pagine, i post, le radio e le televisioni sui ragazzi e non sui pensionati o i soliti diritti acquisiti intoccabili. A scapito proprio dei nostri figli, si intende. 

Certo, già da domani tutto tornerà come prima e l’esame largamente perfettibile, ma comunque uno dei pochi passaggi della vita i cui ricordi ci accomunino senza alcuna distinzione possibile.

di Fulvio Giuliani

I temi passano l’esame di maturità

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2024-06-20 08:03:23

2024-06-20 06:03:23

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2023-06-21 07:18:17

2023-06-21 05:18:17

Al via da oggi gli esami di maturità 2023: una paura indomabile che resta, il fascino che resiste. Ma oltre a questo alla nostra scuola e ai ragazzi cosa stiamo dando?

Tempo di esami di maturità, tempo di una prova attesa e temuta come poche altre e nonostante tutto. Perché i numeri dicono in modo inequivocabile che motivi reali di tremare non ce ne sono. In termini di promossi e bocciati, la partita neppure comincia.

L’anno scorso, si raggiunse la cifra-record del 99,7% di promossi. Una percentuale molto più che bulgara, che razionalmente dovrebbe ridurre l’esame a una mera certificazione.

Eppure, il fascino resiste, la paura resta, i ricordi puntualmente tornano a far capolino in queste ore. La “maturità“, raccontata, ricordata, cantata, descritta, sceneggiata, è parte del nostro immaginario collettivo. Continua a mantenere quel ruolo di “passaggio“ e confine fra la spensieratezza identificata con la scuola e il momento delle scelte che cominciano a indirizzare sul serio la nostra vita.

Questo non cambia, così come la scuola meriterebbe un finale diverso, non l’eterno balletto di modifiche e riforme intorno al feticcio. La “maturità” da tempo non incide più nel futuro da studenti o lavoratori dei ragazzi. L’esame che prende il via in queste ore è uno specchio fedele di una scuola rimasta in buona misura ancorata al secolo scorso, troppe volte ostinatamente lontana dal mondo del lavoro e pensata per ragazzi di un’altra epoca.

È quel famoso effetto “viaggio nel tempo“, di cui abbiamo scritto tante volte: quando i nostri figli entrano in aula al mattino, spesso è come se fossero proiettati indietro di alcuni decenni: un mondo non molto diverso da quello dei loro genitori, anche se fuori è cambiato tutto. A partire dalle esigenze e dalle richieste del mondo del lavoro e delle professioni.

La scuola arranca e l’esame di maturità finisce per diventare un momento puramente emozionale. Iconico e catartico quanto si vuole, ma in realtà di trascurabilissima importanza nella vita degli studenti. L’attesa, la paura, la prova in sé restano valori indiscutibili. Le intere famiglie sono coinvolte, ma nulla potrà cambiare la realtà dei fatti: il futuro dei “maturandi” si decide altrove e l’esame è più che altro un omaggio ai tempi che furono, ai ricordi della scuola di mamma e papà. Ai ragazzi dovremmo dare decisamente di più.

di Fulvio Giuliani

Maturità, t’avessi preso prima

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2023-06-21 07:18:17

2023-06-21 05:18:17

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2024-07-08 17:24:23

2024-07-08 15:24:23

Dopo trent’anni di Maturità da interna, esterna e presidente, ribadisco con forza e dolore che questo esame non ha più alcun senso

Dopo trent’anni di Maturità da interna, esterna e presidente, ribadisco con forza e dolore che questo esame non ha più alcun senso. Sono stati raggiunti livelli di contraddizioni, aleatorietà, superficialità e falsità che fanno star male chi ha il coraggio di essere onesto.

Prima dell’esame, per aumentare medie e crediti, i voti vengono palesemente gonfiati: le materie non d’esame – così come condotta ed educazione civica – viaggiano esclusivamente sopra l’8. E, a fronte di scuole che presentano i ragazzi anche con 4, in altri istituti tutte le insufficienze spariscono, specie se non sono oggetto di prova scritta. In certe Commissioni gli orali durano venti minuti (con un esclusivo monologo dello studente) e in altre un’ora (con interventi di tutti i docenti). In certe classi gli spunti sono già noti e in altre li sceglie arbitrariamente il presidente, gli scritti ottengono risultati incomparabili a seconda che a correggerli siano docenti interni o esterni. La correzione avviene con velocità estrema, spesso inizia il pomeriggio stesso della prova, dopo che i docenti sono a scuola da otto ore con la stanchezza e la mancanza di lucidità conseguenti. Le prove di italiano vengono lette una sola volta e le seconde prove vengono corrette appena terminate, senza il tempo necessario di riflessione e da docenti che a volte non hanno mai insegnato in quinta o in un dato indirizzo perché suppliscono alle rinunce di altri.

La maggioranza delle Commissioni lavora il più possibile responsabilmente, ma proprio chi è più consapevole e competente si rende conto di come tutto sia un assurdo gioco delle parti, un carrozzone inutile che si cerca di tenere in piedi ma non rende conto delle reali competenze dei ragazzi. E siccome tutti gli ammessi sono automaticamente promossi, professionalmente e umanamente viene da chiedersi se abbia senso bocciare negli anni precedenti. Non sarebbe più onesto e utile attestare per ogni ragazzo le competenze realmente acquisite in ogni disciplina, senza il teatrino umiliante (recitato da interni ed esterni) che costa ogni anno allo Stato centinaia di milioni di euro e che ha soltanto l’obiettivo di far uscire ciascuno con la propria media?

Quest’anno la contraddittorietà dell’esame è stata evidenziata pubblicamente dalle ragazze che hanno rifiutato di sostenere l’orale, non accettando le valutazioni troppo basse ottenute nella versione di greco. Chi conosce i meccanismi dall’interno sa che non è possibile che una classe presentata con soli voti alti riceva soltanto voti bassi: o non erano realistici i primi o non lo sono i secondi; la casualità può far variare qualche valutazione, non quasi tutte. Se gli insegnanti che li hanno seguiti hanno dato ai ragazzi la sicurezza di essere preparati e quelli che li hanno valutati hanno rilevato il contrario, la responsabilità è della scuola che si è contraddetta palesemente. E sarebbe utile ascoltare quello che le ragazze hanno scritto e cioè che non è giusto che paghino soltanto loro a fronte di inadempienze di docenti che non si sono mai presentati in Dad, che facevano lezione soltanto leggendo il libro e che non rispettavano le date concordate per le verifiche. Non possiamo sempre e comunque accusare i giovani di immaturità e ridicolizzarli senza ascoltarli, come in realtà facciamo troppo spesso, dai ragazzi manganellati a quelli a cui è stato tolto il bonus psicologo.

E li giudichiamo proprio noi che abbiamo preparato loro un mondo senza futuro e senza valori; che accettiamo ogni schifezza per quieto vivere; che votiamo alle elezioni politiche senza prospettive perché ci interessa soltanto stare bene oggi; che non abbiamo mai il coraggio (tantomeno per la Maturità) di ribellarci e dire che il re è nudo.

di Cristina Agazzi

L'esame di Maturità non ha più senso

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2024-07-08 20:02:37

2024-07-08 18:02:37

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