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title: Metterli a tavola, non solo a letto
description: "Viene molto da riflettere riguardo come la società odierna tenda in gran parte a non accettare l'ovvio: che i bambini urlino e facciano casino"
date: 2021-12-15
author: Federica Marotti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/metterli-a-tavola-non-solo-a-letto/
categories: [Società]
tags: [figli, Italia]
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# Metterli a tavola, non solo a letto

No bimbi, no vita. Leggendo l'articolo "La discriminazione del ciuccio" di Laura Malfatto, viene molto da riflettere riguardo come la società odierna tenda in gran parte a non accettare l'ovvio: che i bambini urlino e facciano casino.

Il caffè di traverso. Grazie “La Ragione”, per avermi fatto fare una pessima colazione. Mercoledì sfogliavo il giornale, come ogni mattina, e mi sono soffermata sull’articolo “[La discriminazione del ciuccio](https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/discriminazione-del-ciuccio/)”. E non ho potuto che concordare con quanto scritto, cosa che ha scatenato sentimenti tutt’altro che piacevoli. Descriveva un caso di **discriminazione**, fin troppo comune, nei confronti dei bambini e delle famiglie con prole in generale. Un episodio quasi banale, di poca importanza se letto superficialmente: **un ristorante che non accetta bambini**. E quindi? Saranno liberi di decidere di far pranzare e cenare gli ospiti in tranquillità? Che poi questa scelta sia in realtà un chiaro e profondo segnale di come **la nostra non sia una società per bambini** questo è più fastidioso da vedere.

**Anche da noi genitori**, che per non arrabbiarci preferiamo non polemizzare, passare oltre. Da quando sono mamma ho scoperto un mondo di emarginazione, incuria, fastidio **nei confronti dei bambini**. Se i proclami di quanto sia bello e importante avere figli si moltiplicano e sono facili slogan per un facile ascolto, la verità è che **tutto nella nostra società tende al contrario**.

Mamma e papà lavoratori? Auguri! Non crederete certo di avere o poter richiedere supporti nella gestione pratica del quotidiano. Avete voluto figli? Ora cortesemente pedalate e perfavore fatelo in silenzio. Asili nido pochi e costosi, baby sitter, nonni se ci sono e hanno voglia e tempo. Tutto sulle spalle dei temerari che hanno fatto questa folle scelta.

Ma poi c’è tutto il mondo ‘fuori’. Ristoranti children free o che li accettano per finta («Mi spiace, non abbiamo seggioloni disponibili») oppure che i bimbi proprio non li sopportano. Brucia ancora la ristoratrice che a mio figlio di un anno ha urlato contro dandogli del maleducato, e insultato me di conseguenza, perché gli era caduta un poco di pasta per terra, avendo da poco imparando a mangiare. Poco importava che sotto il tavolo girasse un gatto libero di muoversi, sporcare e mangiare quello che cadeva.

Vogliamo parlare dei musei e delle occhiatacce appena un bimbo parla a voce alta o piange? Perché un bravo genitore deve educare il bambino all’arte, alla scienza, a daprire la mente visitando luoghi di cultura, ma ovviamente in silenzio. È noto come i bambini non piangano, non facciano capricci, non chiedano attenzioni.

Ma gli elenchi di cose da non fare con i bambini sono infiniti. E allora grazie all’autrice dell’articolo [Laura Malfatto](https://laragione.eu/author/laura-malfatto/) per questo spunto e per il caffè di traverso. Perché se anche noi continuiamo ad accettare tutto questo non porremo mai le basi per una **società evoluta. Fatta di bambini e di genitori.** Che non chiedono chissà quali diritti ma di **poter essere liberi di vivere anche se hanno figli piccoli**.

Con una promessa: **educarli**. Perché andare al ristorante con bambini non vuol dire disturbare maleducatamente gli altri, ma questo è un altro articolo.

 

di *Federica Marotti*
