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title: "Milano, cinema Orfeo non proietta il docufilm &#8220;Liliana&#8221;. Il gestore: &#8220;Solo paura di contestazioni, non sono antisemita&#8221;"
description: Sta facendo discutere la decisione del direttore del cinema Orfeo di Milano di non proiettare il docufilm sulla senatrice a vita Segre.
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date: 2024-11-14
author: Claudia Burgio
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categories: [Società]
tags: [Cinema, Italia]
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# Milano, cinema Orfeo non proietta il docufilm &#8220;Liliana&#8221;. Il gestore: &#8220;Solo paura di contestazioni, non sono antisemita&#8221;

![Liliana Segre](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Liliana-Segre.jpg)

Sta facendo discutere la decisione del direttore del cinema Orfeo di Milano di non proiettare il docufilm sulla storia della senatrice a vita Liliana Segre. I mostri peggiori nascono dalla paura

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, non ha dubbi: **quanto accaduto a Milano in merito alla decisione del direttore del cinema Orfeo di non proiettare il docufilm *Liliana***, del regista Ruggero Gabbai sulla storia della senatrice a vita Liliana Segre - **per paura di ulteriori episodi di violenza e tensione internazionale**, come le ultime aggressioni ai tifosi del Maccabi Tel Aviv avvenute ad Amsterdam - è un segnale molto preoccupante. **In risposta, il consigliere di Forza Italia, Giulio Gallera, ha proposto di proiettare il docufilm all’Auditorium Gaber di Regione Lombardia**, per inviare un messaggio chiaro a tutta la cittadinanza. Un monito che arriva anche dal sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha commentato così quanto accaduto: **“I tempi sono difficili, ma Liliana dovrà continuare a lottare per la nostra identità democratica”**, descrivendola come “la guida morale di Milano” e ribadendo la necessità di mantenere vivo il dialogo e il ricordo, per contrastare la diffusione della propaganda di odio diffusasi a macchia d’olio in tutta Europa.

Il direttore del cinema Orfeo ha comunicato di non voler proiettare il docufilm a causa di timori legati alla sicurezza, definendoli lui stesso una forma di “paura razziale” e specificando, a scanso di equivoci, di “non essere antisemita” e di non aver nulla contro gli ebrei. **Eppure, “censurare” un film per paura di eventuali conseguenze non è la strada da intraprendere per combattere l’antisemitismo.** “È la prima volta che un cinema rifiuta il nostro evento per questioni razziali - ha commentato il regista Gabbai, sottolineando l’estrema urgenza di non lasciarsi sopraffare dalla cultura dell’odio e della paura.

Di *Claudia Burgio*
