---
title: "M&#8217;illumino di sponsor"
description: "Si accendono le luminarie natalizie: la verità è che ci si trova in difficoltà ad affrontare spese considerate da alcuni non prioritarie."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-32-14.png
date: 2023-12-08
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/millumino-di-sponsor/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, Italia, società]
---

# M&#8217;illumino di sponsor

![Albero Natale Gucci](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-32-14.png)

8 dicembre, si accendono le luminarie natalizie: la verità è che ci si trova in difficoltà ad affrontare spese considerate da alcuni non prioritarie

**Come da tradizione, l’8 dicembre è la giornata in cui si accendono le luminarie natalizie.** Tuttavia, in un’epoca che non conosce più il fascino dell’attesa, molte grandi città mostrano strade e piazze già illuminate da inizio mese, a ricordarci che il Natale è vicino ma soprattutto che è arrivato il momento di spendere. Lo scorso anno, in molti hanno dovuto rinunciare all’illuminazione a festa per via del caro energia, che per fortuna si è dimostrato molto più gestibile di quanto non fosse stato paventato da alcuni sedicenti esperti in materia. **Nei piccoli centri sono spesso i commercianti a dividersi la spesa degli addobbi natalizi** e, quando non riescono a trovare un accordo, lo spettacolo è a dir poco desolante, con luminarie a intermittenza puntate soltanto sulle vetrine paganti. Un’opzione impraticabile nei centri delle grandi città, dove transitano i turisti e non ci si può permettere un Natale tanto dimesso nel look. **Il contributo delle amministrazioni locali pertanto è fondamentale per sostenere la spesa dei negozianti**, alcuni dei quali piegati dal caro affitti. Ma la verità è che anche i **Comuni**, a loro volta, si trovano** in difficoltà ad affrontare spese considerate da alcuni non prioritarie**.

A tal proposito **l’intervento dei privati**, piaccia o no, **è fondamentale per riuscire a offrire ai cittadini un’atmosfera natalizia che meriti di esser definita tale**. Si prenda a modello una grande città come Milano, dove l’altro giorno sono stati inaugurati in successione l’abete di piazza del Duomo (offerto da Milano-Cortina 2026), quello di piazza Mercanti (by Baci Perugina) e quello di piazza della Scala (finanziato dalle profumerie Sephora). Sarebbe lungo l’elenco degli sponsor che – va detto – non si limitano a dare il loro contributo soltanto durante le feste. Diego Della Valle, per esempio, si è appena fatto immortalare col sindaco Beppe Sala per annunciare che Tod’s si occuperà di restaurare la facciata di Palazzo Marino. Le tanto criticate palme di piazza del Duomo – volute da Starbucks – ora verranno sostituite da aiuole più classiche grazie al sostegno della casa di moda Zegna. Stessa cosa accade a Roma, dove a finanziare le luminarie di via dei Condotti ci penserà Renault Italia, che non ha dimenticato le zone periferiche a cui sono stati destinati dieci alberi di Natale.

Naturalmente il motore di questi slanci non è la generosità ma il bisogno di farsi pubblicità. È il classico do ut des, principio grazie al quale la spesa pubblica risparmia dove può per la gioia dei contribuenti. **Eppure qualcuno storce comunque il naso.** L’albero inaugurato l’altro giorno in galleria Vittorio Emanuele a Milano – donato da Gucci – è per alcuni di dubbio gusto: una serie di scatoloni e scatolini illuminati, disposti in modo da prendere la forma di un abete di Natale. Andando oltre la tradizione, c’è sempre **il rischio di suscitare una polemica**. Ma il confronto è sempre meglio del grigio conformismo o della pacchianeria.

Di *Ilaria Cuzzolin*
