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title: "Moda: migliaia di nuove assunzioni in vista ma mancano i candidati"
description: Su un fabbisogno annuale di circa 9mila profili tecnici specializzati, il sistema della formazione ne immette sul mercato non più di 2mila
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date: 2024-04-11
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/moda-migliaia-di-nuove-assunzioni-in-vista-ma-mancano-i-candidati/
categories: [Società]
tags: [giovani, Italia, scuola, social, università]
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# Moda: migliaia di nuove assunzioni in vista ma mancano i candidati

![Moda](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Moda.jpg)

Su un fabbisogno annuale di circa 9mila profili tecnici specializzati, il sistema della formazione ne immette sul mercato non più di 2mila. 7mila richieste restano insoddisfatte

**Saper fare e saper raccontare. Davvero la moda italiana è sempre più caratterizzata dalla ‘narrazione’ di aspiranti** *[influencer](https://laragione.eu/life/tech/la-francia-vuole-regolamentare-gli-influencer/)* **e stilisti e sempre meno da chi ha tra le proprie mani quel talento del fare artigianale che contraddistingue il Made in Italy?** È un dilemma che – a giudicare dalla difficoltà delle aziende a reperire sul mercato ricamatori, sarti, prototipisti e altri profili specializzati – sembra attanagliare il settore. **Forse però è possibile invertire la tendenza**.

**Del resto si parla di un comparto *leader*** della manifattura nazionale, con oltre 64.300 imprese, un fatturato di più di 108 miliardi di euro e 600mila persone impiegate (secondo dati di [Confindustria Moda](https://www.confindustria.it/home/chi-siamo/sistema-confindustria/rappresentanze-settore/associazione?id=E385E0B84BB38CB7C125811C004271BA)). **Entro il 2026 l’industria del settore tessile, moda e accessorio è proiettata ad assumere tra le 60mila e le 94mila nuove risorse**. Tra i profili più richiesti, proprio quelli tradizionali come gli addetti alla cucitura, i *designer* tecnici, i meccanici di tessitura *et cetera*. **Eppure, su un fabbisogno annuale di circa 9mila profili tecnici specializzati, il sistema della formazione ne immette sul mercato non più di 2mila**. Ben 7mila richieste restano quindi insoddisfatte. «Da anni registriamo la difficoltà di trovare nuove figure per sostituire chi va in pensione» **spiega Vittoria Foraboschi**, responsabile dell’ufficio [Stile di Maison Signore](https://www.maisonsignore.it/), azienda attiva da oltre 40 anni nella produzione artigianale di abiti da sposa distribuiti in Italia e nel mondo. «Tutti vogliono fare i *blogger*, gli stilisti e gli *influencer*, ma nessuno vuole cimentarsi come sarto, ricamatore, modellista. Eppure la richiesta c’è». 

**In un sistema in cui tutto quello che viene vissuto deve anche essere ‘raccontato’, l’idea delle figure professionali più tradizionali e specializzate** – collegate a un lavoro esclusivamente manuale e spesso a retribuzioni poco invitanti – **ha dovuto fare i conti con una svalutazione culturale, a favore di ruoli più visibili e spesso improvvisati**: «Il problema culturale esiste eccome. Cucire e ricamare sono lavori faticosi, diventa difficile far capire il sacrificio e l’amore che servono in un percorso professionale come questo» **osserva Foraboschi**.

«Il sistema moda sta facendo i conti con l’esigenza di un ricambio generazionale» **sottolinea Matteo Secoli**, presidente dell’[Istituto Secoli](https://www.secoli.com/), scuola di alta formazione nel mondo della moda con sede a Milano che recentemente ha inaugurato a Novara un corso per formare nuovi prototipisti. «Sicuramente lavori come sartoria e ricamo hanno un carico di fatica importante, ma incarnano quell’arte e quel saper fare che ha reso grande il Made in Italy, qualcosa che l’intelligenza artificiale e la tecnologia non potranno intaccare nella loro essenza. Mettiamoci però anche nei panni dei più giovani: da anni raccontiamo loro soltanto la fatica e la difficoltà. C’è da rimettere in moto un meccanismo virtuoso e la risposta andrebbe data a livello di sistema, coniugando la formazione con la capacità delle aziende di raccontare ai giovani la bellezza di un lavoro che sarà probabilmente tra i pochi a restare per sempre» **conclude Secoli**.

di Valentina Monarco
