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title: Monopattini, zero emissioni e mille imprecazioni
description: Nel 2025 i monopattini elettrici sono ormai entrati a pieno titolo nella mobilità urbana europea, con differenze tra i vari Paesi europei
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date: 2025-07-17
author: Stefano Faina
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categories: [Società]
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# Monopattini, zero emissioni e mille imprecazioni

![monopattini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-333-1024x639.jpg)

Nel 2025 i monopattini elettrici sono ormai entrati a pieno titolo nella mobilità urbana europea. Ma quali sono le differenze tra i vari Paesi europei?

**Nel 2025 i monopattini elettrici sono ormai entrati a pieno titolo nella mobilità urbana europea.** Quello che un tempo era considerato un mezzo di trasporto ‘leggero’, se non un semplice *gadget*, oggi è diventato un veicolo soggetto a regole sempre più stringenti.** Da Parigi a Madrid, da Amsterdam a Roma, ogni città sta definendo un proprio equilibrio tra sicurezza, sostenibilità e ordine urbano. Ma quali sono le differenze tra i vari Paesi europei?**

**In Italia l’estate di quest’anno ha segnato un passaggio cruciale per la regolamentazione dei monopattini elettrici.** Con il decreto firmato il 27 giugno scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso obbligatoria la targa identificativa anche per i mezzi privati, adeguando il Codice della strada alle nuove esigenze di sicurezza urbana. **Norme che affiancano quelle già in vigore e che prevedono l’obbligatorietà del casco e della responsabilità civile auto, il divieto di circolazione su marciapiedi, strade extraurbane e aree pedonali, l’età minima di 14 anni per mettersi alla guida. **Tuttavia, nonostante il quadro normativo sia definito, l’attuazione concreta procede a rilento. In molte città italiane si segnalano ancora monopattini non targati, parcheggi selvaggi e controlli sporadici.

**Se l’Italia punta sulla regolamentazione, la Francia ha scelto un approccio più drastico.** Dal settembre 2023 Parigi ha vietato completamente i monopattini elettrici in *sharing*, a seguito di un referendum cittadino che ha visto i parigini esprimersi nettamente contro questo tipo di mobilità. **La decisione è stata motivata da preoccupazioni legate a sicurezza, disordine urbano e problemi di convivenza con i pedoni, soprattutto nelle zone centrali e turistiche. **Restano consentiti solo i monopattini privati, ma anch’essi devono rispettare regole severe: velocità massima di 25 km/h, divieto di circolare sui marciapiedi e obbligo del casco per i minori.

**Sulla stessa linea di Parigi si è mossa Madrid, che ha annunciato la revoca delle licenze ai tre operatori di *sharing* (Dott, Lime e Tier Mobility) a partire da ottobre dello scorso anno, con circa 6mila monopattini ritirati dalle strade**. Anche in questo caso i motivi del divieto sono simili a quelli di Parigi: pericolosità dei mezzi, parcheggi disordinati e intralcio al passaggio dei pedoni, soprattutto per le persone anziane. Inoltre le aziende non avrebbero rispettato gli accordi iniziali, come l’integrazione di funzionalità tecnologiche per prevenire l’abbandono irregolare dei mezzi.

**Diversa la situazione nei Paesi Bassi, dove fino al 2025 i monopattini elettrici erano vietati. **Dal luglio di quest’anno ad Amsterdam è stata infatti approvata la loro legalizzazione, a condizione che siano omologati, assicurati e targati.** È richiesto il possesso di una patente specifica, l’età minima è fissata a 16 anni e l’utilizzo del casco è obbligatorio per tutti e non soltanto per i minorenni. **Un approccio che punta su sicurezza e responsabilità individuale, ma che apre le porte a una mobilità più moderna e controllata, non senza polemiche e sfide.

**Quello che emerge è che non esiste ancora un modello unico europeo: ogni Paese (e spesso ogni città) sperimenta soluzioni diverse per affrontare lo stesso problema**. Ma una cosa è certa: il tempo della micromobilità selvaggia è finito. I monopattini non sono più soltanto simboli di modernità ma strumenti che richiedono regole, controlli e senso civico. **Componenti indispensabili per operare un vero cambiamento.**

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
