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title: Napoletana
description: "La storia dei \"Quartieri spagnoli\" di Napoli: da pericolo e malvivenza di un tempo a real time marketing e bran"
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date: 2023-04-29
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/napoletana/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, napoli]
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# Napoletana

![Napoletana a quartieri spagnoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-3-8.jpg)

La storia dei "Quartieri spagnoli" di Napoli: da pericolo e malvivenza a real time marketing e brand di successo

A Napoli siamo cresciuti, in una città in cui i **“Quartieri spagnoli” erano sinonimo di pericolo costante**, malvivenza e illegalità diffusa. Già allora molto era ‘mito’, ma di sicuro nessun turista (se non temerario o per errore) si sarebbe avventurato fra i “bassi” di quegli antichi vicoli. Gli stessi napoletani ormai adulti sgranano gli occhi – oggi – davanti alle fiumane ininterrotte di persone che rendono ormai impossibile anche il traffico pedonale. **Vediamoli più da vicino, dunque, questi “Quartieri”**.

Gli spagnoli, quando li fecero edificare per accogliere le guarnigioni militari e poter reprimere eventuali rivolte del popolo partenopeo, **mai avrebbero immaginato che quel dedalo diventasse la casa del *****real time marketing**. *Il termine è ricavato da un manuale di comunicazione: fra vicoli, stradine e gradini si cammina di traverso fra *scooter*, negozi, bandiere e festoni che collegano – tipo ponte tibetano – le estremità delle balconate dei residenti.

Lì da settimane **si producono solo oggetti e *memorabilia* per il terzo scudetto del Napoli**: dalle sagome a grandezza naturale della squadra di Spalletti alla maschera, il dolce o il gelato di Osimhen; dal murale di Kvaratskhelia alle statuette di Maradona; dalla panchina azzurra su un tappeto verde per una sosta in Vico Lungo Gelso, a pochi metri dal murale del Diez, al Vesuvio su cui è disegnato il gagliardetto con il numero 3 e che simula un’eruzione con fumogeni. Fanno fede i minivideo su TikTok e Instagram, testimoni digitali della marcata identità visiva di Napoli.

È il purissimo genio napoletano annegato nell’azzurro e incastrato nell’attività di micro-imprese (perlopiù illegali) che hanno disegnato meglio di un sarto l’offerta sui gusti dei tifosi, ma soprattutto dei turisti che si arrampicano in massa, curiosi e attoniti, “sui Quartieri”, come si dice a Napoli. Sospinti fino in Via de Deo, verso “Largo Maradona” (la toponomastica è rigorosamente ufficiosa, come il *merchandising*) dove c’è **il murale di Diego che è oggetto di pellegrinaggio laico ormai da anni**, ma anche verso le scalinate tricolore. Ci sono **tavolini e seggiolini per la consumazione di caffè** che si intrecciano agli stendini collocati a un palmo dai celebri “bassi”. Gli stessi diventano bar itineranti, mentre a pochi metri dai depositi spuntano migliaia di prodotti per bancarelle abusive: bandiere, trombette, magliette.

**Una produzione infinita, essenzialmente legata al *carpe diem*: così il tessuto commerciale dei Quartieri respira**. Esistono già alcuni *brand* legati ai “Quartieri”, ma servirebbe ben altro: «Sono nate tante micro-imprese nelle ultime settimane e stiamo cercando di condurle nell’alveo della regolarità, tra concessioni e licenze» spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale. «Siamo pronti a fornire supporto, ma le micro-imprese nate in modo spontaneo devono pagare le tasse su bibite, bandiere e magliette. Le assisteremo, ma solo nell’ambito della regolarità».

Parole condivisibili, mentre un sopracciglio s’inarca sospinto dai precedenti di questi luoghi. **L’occasione resta: trasformare in *brand* ciò che un tempo era quasi solo disagio**. Senza soffocare inventiva e improvvisazione, ma mettendola a sistema, creando lavoro e ricchezza. Investendo su una Napoli ‘normale’.

*di Fulvio Giuliani e Nicola Sellitti*
