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Napoli

Napoli, oltre lo scudetto

Anno d’oro per il Napoli, boom di richieste turistiche. Non solo grazie al calcio ma anche alla musica, alla tv e ai social. Sarà la volta buona?
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Napoli benedetta, e se fosse davvero il suo anno? Fronte pallone, quella che potrebbe essere la settimana più dolce per la squadra di Spalletti si è aperta con il sinistro al volo di Raspadori infilato nella rete della Juventus. Una vittoria pesantissima che odora di scudetto, possibilmente in arrivo già nel weekend. Ricomincio da 3, a 33 anni dall’ultimo tricolore, firmando un campionato perfetto guidato dagli uomini copertina Osimhen e Kvaratskhelia e celebrato (di nuovo) sul “New York Times”. La grande bellezza di Partenope in festa, dai Quartieri Spagnoli a piazza Carlo III.

Passando oltre, anche sul piano musicale si parla di rinascimento e nella geopolitica del rap Napoli non è più provincia ma impero, grazie al suo nuovo golden boy Geolier che nel 2023 ha rilasciato uno degli album migliori degli ultimi tempi, “Il coraggio dei bambini”; un altro è in cantiere con l’ex Co’Sang Luchè, esponente di punta della scuola partenopea. E ancora Liberato, unico mistero (chiamato marketing) su cui tutti tengono il segreto. Quanto ai tour, che te lo dico a fare, i grandi nomi passano di qua. Doppietta dei Coldplay (a giugno) e unica fermata italiana di Bono Vox (13 maggio, San Carlo), con biglietti polverizzati in mezz’ora scarsa. “Beautiful day”. Che dire poi dell’ex Police Sting, alle prese con un progetto sociale nel carcere di Secondigliano?

Accendi la tv e non ne parliamo. Al momento la città è il set più importante d’Italia. In primis con “Mare Fuori”, erede di “Gomorra” (teen) e fenomeno inarrestabile: previsti nuovi capitoli, musical, spin-off e possibili remake internazionali. Oppure “Il Commissario Ricciardi” e la sua seconda stagione, meno pregevole della prima ma comunque lì a fare Auditel. Aggiungiamo la letteratura: un libro italiano? In tutto il mondo si pensa a Elena Ferrante. Senza dimenticare chi sbarca a Parigi, al pari di Maurizio De Giovanni, di Erri De Luca, del premio Strega Mario Scurati e dell’evergreen Roberto Saviano. Vai a teatro e c’è Vincenzo Salemme (anche sul piccolo schermo); per la street art i murales di Jorit che spuntano dall’alto. E TikTok? Non di meno Made in Napule. Da NewMartina, la creator che attacca pellicole ai cellulari, a Donato il salumiere «con mollica o senza».

Insomma, non c’è da stupirsi per il boom di richieste turistiche, a caccia di suggestioni napoletane, che in un attimo dimenticano i complessi d’inferiorità del Sud che opinionisti vari dispensano da anni. Detto questo, manca ancora la rivoluzione più grande: trasformare il capoluogo campano in un posto normale e funzionale, smarcato dai soliti stereotipi e meritevole di grandi opportunità. Ce la faremo stavolta, magari senza tirare di nuovo in ballo il “Rinascimento”? Azz.

Di Maria Francesca Troisi

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