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“Napoli sarà sepolta sotto 30 metri di cenere”: l’allarme della tv svizzera

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Il canale tv svizzero Rsi ha pubblicato un reportage in cui lo scenario per la città di Napoli sarebbe catastrofico: sepolta sotto 30metri di cenere

“Napoli sarà sepolta sotto 30 metri di cenere”: l’allarme della tv svizzera

Il canale tv svizzero Rsi ha pubblicato un reportage in cui lo scenario per la città di Napoli sarebbe catastrofico: sepolta sotto 30metri di cenere

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“Napoli sarà sepolta sotto 30 metri di cenere”: l’allarme della tv svizzera

Il canale tv svizzero Rsi ha pubblicato un reportage in cui lo scenario per la città di Napoli sarebbe catastrofico: sepolta sotto 30metri di cenere

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Un documentario apocalittico è stato pubblicato dal canale tv svizzero Rsi. Lo scenario è catastrofico: un’eruzione ai Campi Flegrei distruggerà Napoli che verrà sepolta sotto 30metri di materiale vulcanico, causando ripercussioni in tutto il Mezzogiorno.

Il reportage di oltre 42 minuti si chiama “Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa” ed è stato caricato anche su Youtube. Le ricostruzioni animate mostrano piazza del Plebiscito tra fuoco e fiamme così come la Chiesa di San Francesco da Paola, completamente distrutta. 

Ma non solo le ricostruzioni a spaventare. Durante il programma e le varie interviste agli esperti sono state pronunciate frasi come “Il vulcano dei Campi Flegrei contiene ormai così tanta lava e tanta pressione che il cataclisma è inevitabile e inizia alla Solfatara” o ancora “Su Napoli incombe una minaccia, un pericolo che spaventa l’Europa, alcuni scienziati ritengono che i Campi Flegrei siano responsabili della scomparsa dell’uomo di Neanderthal, 40 mila anni dopo ci sono segnali di risveglio, la catastrofe potrebbe avvenire in qualsiasi momento». 

È dall’Italia però la minaccia più raggelante e arriva da Diego Perugini, direttore del dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. Lo scienziato ricorda l’esistenza dei due serbatoi di magma sotto i Campi Flegrei: il più superficiale tra i 4 e i 5 km e il più profondo, quello più grande, tra i 10 e i 15 km. Perugini spiega che il suo team sta lavorando a un importante quesito: quanto tempo avranno le persone prima dell’eruzione vera e propria? “Abbiamo ricreato il processo in laboratorio e per quello che possiamo stimare i tempi sono molto brevi, dell’ordine di decine di minuti”, racconta.

Non ci resta che sperare nella previsione, più ottimistica, della Protezione Civile che ipotizza eruzioni di media entità.

di Raffaela Mercurio

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