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title: Natale politicamente corretto
description: A Natale, l’inquisizione del politicamente corretto è ogni anno più stringente. L’importante è che nessuno oggi si senta offeso.
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date: 2022-12-25
modified: 2022-12-24
author: Cesare Gottardi
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categories: [Società]
tags: [Evidenza, società]
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# Natale politicamente corretto

![natale politicamente corretto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-156.jpg)

A Natale l’inquisizione del politicamente corretto è ogni anno più stringente. L’importante è che nessuno oggi si senta offeso

**Guai a dire «Buon Natale», molto meglio «Felice periodo di chiusura invernale**»: sentite come suona caldo, pulito e spontaneo. È una delle ultime raccomandazioni dell’Università di Brighton: **le festività si avvicinano con tutte le loro insidie ed ecco il galateo del politicamente corretto versione 2022**. L’anno scorso ci aveva provato niente meno che la Commissione europea, con un documento a uso interno chiamato **“Linee guida per una comunicazione inclusiva”**, ma l’iniziativa fu un fuoco di paglia. Troppo presto per mandare in pensione in un colpo **solo signore e signori, pompieri, poliziotti** – che l’inglese castiga con l’imbarazzante desinenza *men* – e** lessico cristianocentrico**. Più semplice delegare i compiti alla società civile: dei convenevoli ripuliti si occupino le compagnie aeree (**«Gentili passeggeri» ormai va per la maggiore**), le professioni al femminile siano inserite nei dizionari (**il nostro Treccani è in prima linea**), sulla scivolosa terminologia religiosa si pronuncino gli accademici. O i porporati, direttamente.

Ci spostiamo 200 km a Nord di Brighton, **nel Leicestershire**. Da giorni una nota chiesa della contea è finita alla ribalta per una rivisitazione *woke* di “**God Rest Ye Merry, Gentlemen**”: l’inedita seconda strofa è dedicata «**alle donne, cancellate dagli uomini**», la terza ai «***queer* e ai *questioning* (chi non ha risolto i propri dubbi sessuali, *ndr.***)». E pazienza se si tratta di un canto natalizio risalente al **XVI secolo**, citato anche da Charles Dickens e ben saldo nel patrimonio culturale anglosassone. Secondo la stessa logica, in Italia sarebbe allora opportuno un ritocchino alla “Divina Commedia”:** Inferno, canti XV e XVI, dove i sodomiti corrono sotto una pioggia di fuoco.**

**L’importante è che nessuno oggi si senta offeso.** Per questo la paranoia buonista non vuole correre rischi, fin dagli auguri più innocenti. **Il dibattito fra «Happy Holidays» e «Merry Christmas» – altra fregatura dell’inglese: Gesù è parte della parola** – divampa dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Secondo “Nbc”, «scegliere una formula al posto dell’altra non è più questione di mera cortesia, **ma un segno distintivo della propria identità**». Tradotto: a**rroccarsi sul Natale è da retrogradi perché anche altre religioni celebrano importanti ricorrenze**. A questo punto ci vide bene “Seinfeld”, folgorante *sitcom* degli anni Novanta che per dicembre propose il Festivus: una cerimonia attorno a un palo di alluminio spoglio, **dove al posto dei doni ci si scambiano ingiurie mai confessate e qualche affettuoso cazzotto**. Piuttosto degli stiracchiati sorrisi a prova di *woke*, si può sempre provare.

di *Cesare Gottardi*
