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title: Il Natale che imbarazza
description: Sarà una “Festa di Natale” movimentata quella in arrivo all’Istituto universitario europeo (Eui). Se così ancora si chiamerà
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date: 2023-11-22
author: Francesco Gottardi
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categories: [Società]
tags: [Evidenza, società]
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# Il Natale che imbarazza

![natale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-699.jpg)

Sarà una “Festa di Natale” movimentata quella in arrivo all’Istituto universitario europeo (Eui). Se così ancora si chiamerà

**Sarà una “Festa di Natale” movimentata quella in arrivo all’Istituto universitario europeo (Eui). Se così ancora si chiamerà**. Il rinomato ente di ricerca – con sede nella Badia fiesolana, fuori Firenze – **sta valutando infatti di modificarne il nome in un più inclusivo “Festa di fine anno”**. Da quando un paio di settimane fa è trapelata la notizia della possibile modifica, l’Eui è finito al centro di un polverone mediatico e politico. Si capisce, non si sente il bisogno di farsi contagiare dal revisionismo linguistico tanto virulento all’estero. **Il mondo accademico** – basta uno sguardo all’ambiguità diffusa sul conflitto in Medio Oriente – **assorbe certe iniziative come una spugna**. E l’Istituto, organizzazione internazionale in suolo toscano, sarebbe il focolaio ideale per il salto di specie. **Fino a celebrare l’inverno al posto del Natale.**

**Fonti interne all’ateneo spiegano a “La Ragione” che la vicenda ha assunto contorni spropositati e inattesi**. Il cambio di nome non riguarderebbe infatti i rapporti esterni,** ma l’organizzazione di un evento ristretto alla comunità Eu**i. Effettivamente nel corso di una riunione operativa dedicata a *catering*, addobbi e altro, ci si era chiesti **se il termine “Natale” fosse in linea con le nuove direttive interne sull’uguaglianza etnica e razziale**. Il presidente Renaud Dehousse e Lauren Kassell, prorettrice della divisione “Uguaglianza, diversità e inclusione”, hanno ritenuto la faccenda meritevole di attenzione. Ad oggi però – questo va sottolineato – **non è stata presa alcuna decisione definitiva.** E dunque c’è stato grande rammarico, fanno sapere da Fiesole, quando perfino il vice presidente del Consiglio Tajani e il sindaco Nardella (profili da sempre vicini all’Istituto) **hanno preso dure posizioni a mezzo stampa o *social* anziché ricorrere a una telefonata amichevole.**

**Insomma, attorno a Eui si è venuto a creare un clima pesante e inaccettabile: insulti, minacce, *e-mail *minatorie.** In questi giorni Dehousse e Kassell si sono riuniti per definire i passi da intraprendere sul piano operativo. «**Non vogliamo diventare *woke***» assicurano gli addetti ai lavori. Ma allo stesso tempo ritengono che valga la pena dibattere sul potenziale discriminatorio del Natale fra costumi e religione. La *ratio* è che Eui, per quanto riconoscente all’Italia, nasce da un trattato comunitario stipulato da 23 Stati membri. Aspira a una costante commistione internazionale, accoglie sensibilità extraeuropee e perciò segue altri tipi di considerazioni. Che per noi vanno dal «bizzarro» al «grottesco» – così parlarono Pd e Lega – ma che altrove hanno un certo peso. In teoria la logica non fa una piega. In pratica, per fugare ogni buonismo di facciata, chiediamo a Eui il programma della benedetta festicciola in questione: **«Ci saranno mercatini, canti di Natale, Babbo Natale stesso». Ecco. Mica il Grinch**

di *Francesco Gottardi*
