---
title: Non vogliamo essere difese, vogliamo essere comprese
description: Le recenti vicende che hanno coinvolto donne dello spettacolo nel caso delle molestie da parte di colleghi ha riportato a galla la questione.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-9-1.png
date: 2021-10-08
author: Alessia Luceri
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/non-vogliamo-essere-difese-vogliamo-essere-comprese/
categories: [Società]
tags: [attualità, televisione]
---

# Non vogliamo essere difese, vogliamo essere comprese

![Non vogliamo essere difese, vogliamo essere comprese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-9-1.png)

Le recenti vicende che hanno coinvolto diverse donne dello spettacolo nel caso relativo alle molestie sessuali da parte di colleghi o conoscenti ha riportato a galla la delicata questione che, ancora oggi, riguarda da vicino il genere femminile (e non solo).

Quello delle** molestie sessuali** è un tema tanto delicato quanto complesso. Nonostante esso si configura nel quadro del delitto di **"violenza sessuale"**, un vero e proprio reato contro la persona disciplinato dal Codice penale, per molti uomini la questione assume così poca importanza tanto quanto la gravità delle conseguenze generate nelle vittime.

È soprattutto a partire dal **“MeToo”**, il **movimento femminista** contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne, nato nell’**ottobre 2017** per dimostrare la diffusione di abusi soprattutto sul posto di lavoro subiti dalle donne, che il caso si è acceso sempre di più.

Tutto ebbe inizio dopo le rivelazioni pubbliche di accuse di violenza sessuale contro **Harvey Weinstein**, il produttore cinematografico americano che per decenni ha usato la propria posizione privilegiata per molestare attrici, modelle e dipendenti della sua azienda. Le donne che in seguito lo hanno denunciato erano state intimidite o spinte a stipulare accordi che imponevano loro il silenzio in cambio di ingenti somme di denaro.

I primi mesi dopo **l’affare Weinstein** sembrarono segnare una svolta. Attraverso l’hashtag **#MeToo** sui social, le donne erano state invitate a raccontare la loro esperienza per **dare risalto alla grandezza del problema** e **aiutarle così a non sentirsi sole o in colpa**.

Quella prima presa di parola collettiva diede vita a un’**ondata globale**, mobilitando la maggior parte dei Paesi a prendere provvedimenti attorno alla questione. È in questo modo che sono nate **azioni collettive di donne**, sono state **approvate leggi** e avviati **processi**, ci sono stati **licenziamenti o dimissioni**, sono state avviate e vinte trattative per la parità salariale.

### Ancora oggi, però, non si placano le accuse da parte delle donne nei confronti di uomini che si sentono legittimati a impossessarsi del loro corpo senza consenso.

Hanno fatto discutere gli abusi di cui è stata vittima **Dayane Mello** [in diretta tv nel reality](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/reality-show-e-diritti/) brasiliano **“La Fazenda”**. La modella, infatti, nonostante i suoi continui rifiuti, sarebbe stata molestata da uno dei concorrenti, il rapper **Nego do Borel** (poi **espulso dal programma**), che aveva continuato a dedicarle attenzioni non richieste.

Anche **Emily Ratajkowski**, famosa top model e attrice statunitense, ha recentemente scritto un libro all’interno del quale denuncia il cantante **Robin Thicke** per le molestie subite durante le riprese di un videoclip nel **2013**.

### Come spesso accade in questi casi, la vittima viene criticata per la tardiva denuncia.

Una pratica spregevole, che prende il nome di **victim-blaming**, con cui a essere incriminata è la vittima e non il colpevole, costringendola a subire i soprusi una seconda volta.

Cosa resta, allora, di tutte le battaglie portate avanti in nome dei diritti delle donne se tanti uomini tutt’oggi se ne approfittano del loro corpo e queste ultime subiscono le critiche di chi crede di possedere la verità?

A tal proposito, esemplare è stata la risposta che la cantante **Elodie** ha dato pochi giorni fa con un monologo nella trasmissione **“Le Iene”**. "Noi non dobbiamo mai sentirci in colpa. Non dobbiamo mai proteggere gli uomini perché gli uomini non sono i nostri figli e quando sbagliano è giusto che paghino . Molti uomini hanno paura e vogliono dominarci, controllarci, difenderci. Come se fossimo la loro proprietà. Io non voglio essere difesa, voglio essere compresa. Non voglio essere giudicata, voglio essere ascoltata. Perché quello che sono vale, ci ho messo tanti anni per essere quella che sono oggi”, ha detto la cantante, riferendosi non solo alla vicenda di Dayane Mello, ma **a tutte le donne vittime di uomini che non sono tali**.

In questi casi è sempre bene ricordare che **la colpa non è mai da attribuire alla donna** e che, ancora una volta, comportamenti del genere possono essere combattuti solo con una [svolta culturale a partire dall’educazione contro la violenza](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/femminicidi-adesso-basta/), gli stereotipi di genere e la discriminazione delle donne in qualsiasi ambito, affinché tali atteggiamenti continuino a non ripetersi più.

 

Di *Alessia Luceri*
