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Panza grossa e cervello sempre più piccolo

Panza grossa, cervello fino. Il nostro cervello si è rimpicciolito del 5% negli ultimi 50mila anni ma è aumentato l’Indice di massa corporea. Non solo, negli ultimi 30 anni ci si è ridotto anche il QI.

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I cervelli stanno diventando sempre più piccoli negli esseri umani moderni. Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Brain, Behavior and Evolution” ha identificato diminuzioni dei livelli di encefalizzazione negli esseri umani moderni, con gran parte di queste riduzioni spiegate da un aumento generale dell’obesità. Panza grossa, cervello fino.

Una delle caratteristiche più interessanti della fisiologia umana è la grande dimensione del cervello umano rispetto al corpo che è sì aumentato, ma con tassi inferiori rispetto all’encefalo. L’aumento dell’encefalizzazione è ritenuto il principale motore della maggiore capacità cognitiva osservata nei mammiferi. Ma negli ultimi 50mila anni – quindi recentemente, da un punto di vista evolutivo – la massa cerebrale dell’uomo è diminuita in modo sensibile. Per essere precisi, il nostro cervello ha iniziato a rimpicciolire dal tardo Pleistocene: oggi abbiamo un encefalo inferiore del 5% rispetto a quello dei nostri antenati. Mica paglia.

Le trasformazioni del corpo sembrano correlate con la maggior parte dei recenti cambiamenti nelle dimensioni del cervello umano: gli esseri umani moderni hanno sperimentato aumenti significativi nell’Indice di massa corporea. Meno massa nella scatola cranica, più peso corporeo. Ora, la domanda è: che tipo di impatto può avere avuto sul nostro funzionamento cognitivo? Prove precedenti suggeriscono che la massa cerebrale e la funzione cognitiva siano state altamente correlate nel corso della storia evolutiva dell’uomo.

I ricercatori rilevano segni che indicano una possibile inversione dell’effetto Flynn, un fenomeno che descrive l’impatto positivo a lungo termine dei fattori ambientali sull’intelligenza umana nel corso del XX secolo. Negli ultimi 30 anni e in molte parti del mondo ci sono state significative diminuzioni del QI, con i maggiori cali osservati nelle nazioni industrializzate. Appunto, l’inversione dell’effetto Flynn.

Ecco allora il dubbio: su una scala temporale evolutiva, i miglioramenti nell’ambiente potrebbero non essere adeguati a compensare gli impatti a lungo termine dei cambiamenti genetici e fisici al cervello. Stavamo meglio quando stavamo peggio? Riassunto.

Il nostro cervello è diminuito del 5% negli ultimi 50mila anni. È però aumentato l’Indice di massa corporea. Si osserva inoltre una riduzione progressiva del QI negli ultimi 30 anni. Da Fred Flintstone a Homer Simpson, praticamente.

 

di Daniel Bulla

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