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title: "Passaporto: averne uno è costoso, lento e ingannevolmente digitale"
description: Ottenere o rinnovare un passaporto in Italia costa 116 euro. Una somma che ne fa uno dei più cari in Europa
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date: 2025-05-15
author: Ilaria Donatio
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categories: [Società]
tags: [esteri, passaporto, Viaggi]
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# Passaporto: averne uno è costoso, lento e ingannevolmente digitale

![passaporto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/UNA-FOTO-136-1024x639.jpg)

Ottenere o rinnovare un passaporto in Italia costa 116 euro. Una somma che ne fa uno dei più cari in Europa

**Ottenere o rinnovare un passaporto in Italia costa 116 euro. Una somma che ne fa uno dei più cari in Europa.** A questo importo (composto da una marca da bollo da 73,50 euro e un contributo amministrativo di 42,50 euro) **si aggiungono poi altri 14,20 euro per la richiesta effettuata tramite le Poste, portando il totale a 130,20 euro**. Accanto ai costi, nella maggior parte dei casi **ci sono i tempi di attesa.** In molti capoluoghi di provincia, come in quasi tutte le grandi città, ottenere un appuntamento può richiedere dai tre ai sei mesi. Il portale ufficiale “[Prenot@mi](https://prenotami.esteri.it)” – che dovrebbe semplificare la prenotazione – è spesso congestionato, con poche finestre disponibili che spariscono nel giro di pochi minuti. **In pratica, prenotare un passaporto è ormai un’impresa da esperti di *refresh*.**

Nel frattempo in Europa le cose funzionano diversamente: **30 euro in Spagna, 60 in Germania, 86 in Francia. **Alcuni Paesi prevedono sconti per chi rinnova senza alcun aggiornamento dei dati, altri offrono agevolazioni per i redditi bassi o sistemi digitali realmente efficienti.** L’Italia mantiene invece una delle tassazioni più alte, senza flessibilità, senza sconti, senza una piattaforma all’altezza del 2025. Il paradosso è evidente.**

**Da anni si parla di transizione digitale della Pubblica amministrazione, con investimenti miliardari (anche grazie al Pnrr) per digitalizzare i servizi**. Ma il passaporto rappresenta uno dei casi più emblematici di come la digitalizzazione da noi rischi (per ora) di restare un’operazione di facciata**. I cittadini devono comunque recarsi fisicamente in Questura**, anche solo per rinnovare un documento scaduto, senza alcun automatismo né una verifica da remoto. **Sarebbe logico immaginare un sistema in cui, come accade per molti documenti bancari o sanitari, il rinnovo avvenga *online*, con verifica dell’identità digitale (Spid o Cie)**, pagamento elettronico e spedizione del documento a casa. E invece no: tutto resta cartaceo, fisico, lento e costoso.

**Le associazioni dei consumatori definiscono il costo attuale del passaporto una «tassa sulla mobilità». In effetti il diritto a viaggiare**, lavorare o studiare all’estero dovrebbe essere considerato una prerogativa fondamentale di cittadinanza, **non un privilegio per chi può permetterselo o per chi riesce a bucare l’algoritmo di prenotazione**. In un Paese con oltre 6 milioni di residenti all’estero, in cui centinaia di migliaia di giovani si spostano ogni anno per motivi accademici o professionali, il passaporto **non è un bene di lusso ma uno strumento essenziale di partecipazione e opportunità.**

Negli ultimi anni sono emerse alcune proposte parlamentari per eliminare la marca da bollo, creare una tariffa unica agevolata o almeno snellire le procedure per i rinnovi semplici. **Ma il meccanismo è fermo**.** Il passaporto resta così lo specchio fedele di un sistema burocratico in affanno**, che promette efficienza digitale ma produce ancora code, bolli, fotocopie e sportelli intasati. Una situazione che mina non soltanto la fiducia dei cittadini, ma anche l’immagine stessa dell’amministrazione pubblica. E mentre l’Ue si è impegnata a rendere l’identità digitale disponibile su *digital wallet* per i suoi 448 milioni di cittadini entro il 2026, da noi prenotare un passaporto è ancora una questione di fortuna. **E di pazienza**.

di* Ilaria Donatio*
