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title: Per uscire dall’ombra servono ragione e pietà
description: La legge sul fine vita. Supporre che il valore della vita sia sentito solo da una fede e non dall’altra o dai privi di fede, è dissennato.
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date: 2022-02-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/per-uscire-dallombra-servono-ragione-e-pieta/
categories: [Società]
tags: [Italia]
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# Per uscire dall’ombra servono ragione e pietà

![La legge sul fine vita](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/La-legge-sul-fine-vita.png)

Affrontare la legge sul fine vita. Supporre che il valore della vita sia sentito solo da una fede e non dall’altra o dai privi di fede, è dissennato. Inutile issare bandiere, conta legiferare quel pragmatismo umano che da sempre s'aggira negli ospedali.

Supporre che **il valore della vita sia sentito solo** da una parte e non dall’altra, da una fede e non dall’altra o dai privi di fede, **è dissennato**. E se si scende **nei dettagli della dolorosa questione**, ci si accorge che tante posizioni di presunto principio sono **prive di fondamento**. **Accompagnare alla morte** chi si sta spegnendo o chi sta inutilmente e senza speranza soffrendo **lo si è sempre fatto**, è nella storia di quasi tutte le famiglie e nella quotidianità delle corsie ospedaliere, anche se rette da organizzazioni religiose.

**La difficoltà è uscire dall’ombra della pietà** ed entrare nella luce piena della legislazione. **Una difficoltà oggettiva**, che non va **né derisa né utilizzata come sbarramento**. Ci siamo già occupati del perché **la Corte costituzionale non avrebbe potuto ammettere quel tipo di referendum**. È **sciocco** attribuirle **un intento politico**, dimenticando che è una **sua sentenza** del **2019** ad avere reso non penalmente rilevante l’avere aiutato **un suicidio**, al tempo stesso indicando al **Parlamento** **la necessità di provvedere**.

Anche perché **si crea una condizione assurda**: avendo, dopo **il caso di** **Eluana**, provveduto a **legiferare sul testamento biologico**, sicché – sapendo, più o meno, cosa fare in presenza di corpi formalmente vivi ma il cui vivente non c’è, non è in grado di esprimere alcuna volontà – ora ci si troverebbe nel **paradosso** che per chi non può decidere vale quel che disse, mentre per un vivente dentro un corpo morto, per chi è in grado d’intendere ma non di procedere da sé, invece no, non si sa cosa fare, fino a volergli impedire quel che a un altro non si potrebbe impedire.

**Impostare la faccenda come** [diritto al suicidio](https://laragione.eu/evidenza/senza-fine/) **non è ragionevole**. **Per me**, laico, e non solo per questa materia, **non esiste il diritto al rinunciare al diritto**. Ovvio che il suicida non è punibile, ma non per questo mi pare abbia conquistato la libertà. In ogni caso **c’entra nulla con la fine di vite che sono terminali** non certo per scelta, ma **per condizione oggettiva**. Credo sia questo il solo filtro da utilizzarsi, senza comitati etici o assistenze spirituali che non siano richieste dai diretti interessati. **Le condizioni d’irreversibilità e invivibilità sono accertabili**. **Il resto** può essere **assistenza e pietà**.

Mi rendo conto che esiste **una via alternativa**: non ti aiuto a chiudere ma ti metto nella condizione di chiudere con il dolore, mediante la sedazione profonda. Mi chiedo se ci si renda conto dell’**ipocrisia** che questa via porta con sé: so che soffri troppo, so che non hai speranze, allora ti lascio in vita nel mentre ti tolgo la vita, il pensiero, la parola. **Non serve issare bandiere**, **serve portare nel legiferare quel pragmatismo umano** che da sempre s’aggira negli **ospedali**. Non è facile, ma **non riuscirci è un fine vita politico**.

 

di *Davide Giacalone*
