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title: Perché Liliana Segre ha parlato così
description: "\"Mai contenta\", \"So cosa pensano in tanti, che noia questi ebrei!\": perché Liliana Segre ha parlato così ieri a Milano"
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date: 2023-01-24
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/perche-liliana-segre-ha-parlato-cosi/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, Italia]
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# Perché Liliana Segre ha parlato così

![Perché Liliana Segre ha parlato così](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-20.jpg)

Le sue parole come "Mai contenta", "So cosa pensano in tanti, che noia questi ebrei!"

Colpisce, fa riflettere ed è ancora una volta prezioso **l’intervento di ieri della senatrice a vita Liliana Segre**, a pochi giorni dal Giorno della Memoria, venerdì prossimo 27 gennaio. La sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, oltre che dirsi “mai contenta“ ([come scritto già ieri pomeriggio su La Ragione da Ilaria Cuzzolin](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/mai-contenta/)) di quanto fatto, dei risultati della sua incessante e commovente opera di sensibilizzazione e ricordo, ha lanciato un severo monito: “**So - ha detto - cosa pensano in tanti, che noia questi ebrei**“.

Un pensiero all’apparenza assurdo, insostenibile proprio a pochi giorni dalla data consacrata al perenne ricordo di “questo è stato”, come ebbe a scrivere con ineguagliata potenza Primo Levi. È doveroso riflettere sul perché una donna che non ha mai arretrato di un passo - dal giorno in cui ha deciso di trasformare la sua stessa esistenza in un monumento alla memoria e in uno stimolo senza fine allo studio, all’approfondimento e alla presa di coscienza - possa arrivare a **una conclusione così amara**.

Liliana Segre ha anche aggiunto che “**presto l’intera vicenda storica dell’Olocausto potrà essere ridotta a qualche riga sui libri di scuola**“. Ancora una volta, la senatrice a vita ha colto l’essenza del problema, che oggi non è il ritorno degli orrendi fantasmi nelle forme che abbiamo sperimentato nel XX secolo, ma l’indifferenza. **L’assuefazione a un ricordo di routine, a un dolore di prammatica**, spogliato di quel ragionamento su come sia stato possibile, come si possa essere arrivati a certe vette di abiezione, senza il quale il Giorno della Memoria, il ricordo stesso dell’Olocausto rischiano di diventare - incredibile a scriversi - un’abitudine ripetitiva.

Ascoltiamo e cogliamo il senso dell’allarme di uno degli ultimi testimoni viventi di una tragedia così immensa da apparire “incredibile”, il terrore che proprio Primo Levi provò e tradusse in pagine memorabili.

**La Shoah non fu un errore della storia, ma una scelta voluta**, pianificata e pienamente consapevole di una leadership ossessionata da una volontà di potenza e sopraffazione portata ai limiti della percezione umana. È proprio “grazie“ all’abietta volontà di motivare un genocidio con le più turpi motivazioni politiche, di non accontentarsi di massacrare intere generazioni di donne, bambini, uomini e anziani, ma di pretendere di farlo con motivazioni “filosofiche“ e “giuridiche“ che ha fatto arrivare sino a noi **dell’Olocausto una cronaca precisa sino ai più minuti dettagli**. Un abisso che conosciamo e dobbiamo studiare fino all’ultimo grido di dolore.

Per paradosso, questa immensa mole di prove, dati e immagini diviene un peso difficile da gestire dal cuore e dal cervello delle donne e degli uomini di oggi e **l’indifferenza un rischio concreto, come arma di difesa davanti all’inconcepibile**.

Nostro preciso dovere di essere umani è rifiutarla e combatterla.

*di Fulvio Giuliani*
