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Post-it, quarantacinque anni fa l’invenzione nata da un errore

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Alzi la mano chi non ha mai scritto qualcosa su un post-it. La loro origine è ben diversa da quella delle invenzioni nate in un garage per mano di un visionario imprenditore

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Post-it, quarantacinque anni fa l’invenzione nata da un errore

Alzi la mano chi non ha mai scritto qualcosa su un post-it. La loro origine è ben diversa da quella delle invenzioni nate in un garage per mano di un visionario imprenditore

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Post-it, quarantacinque anni fa l’invenzione nata da un errore

Alzi la mano chi non ha mai scritto qualcosa su un post-it. La loro origine è ben diversa da quella delle invenzioni nate in un garage per mano di un visionario imprenditore

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Alzi la mano chi non ha mai scritto qualcosa su un post-it. I foglietti gialli adesivi sono ormai parte della nostra quotidianità, strumenti essenziali per l’organizzazione e la comunicazione. Ma la loro origine è ben diversa da quella delle invenzioni nate in un garage per mano di un visionario imprenditore. A scrivere le pagine di questa storia concorrono infatti un errore di laboratorio e una brillante intuizione.

Tutto ha inizio nel 1968 quando Spencer Silver, un ricercatore della 3M, sta lavorando per sviluppare un adesivo super resistente. Ma qualcosa non va: invece di una colla potente, ne ottiene una con una presa debolissima, che permetteva agli oggetti di attaccarsi e staccarsi senza lasciare tracce. Sulle prime Silver non riesce a trovare un’applicazione concreta per la sua scoperta. Ma non la butta via, archiviandola tra i progetti falliti. Nel frattempo ne parla ai colleghi, sperando che qualcuno trovi un modo per utilizzarla. Fra questi c’è un altro ricercatore della 3M di nome Arthur Fry ed è a lui che si deve l’intuizione vincente. Fry fa infatti parte del coro della chiesa presbiteriana di North St. Paul, in Minnesota.

Durante le prove perde spesso il segno nel libro degli inni perché i segnalibri scivolano via. Ed ecco l’idea: perché non usare la colla di Silver per creare segnalibri che si attaccano alle pagine senza rovinarle? Quando Fry propone il progetto ai dirigenti della 3M, per poco non lo cacciano. A detta dei vertici dell’azienda le persone non avrebbero mai pagato per un prodotto del genere. Insomma, sembra tutto finito. Ma Fry non è certo tipo da arrendersi. Nel tempo libero, nel suo appartamento, continua a sperimentare applicando la colla di Silver su piccoli foglietti di carta. Torna dai suoi capi, insiste e stavolta gli concedono una chance.

Nel 1977 si effettua un primo test di mercato. Promosso come uno strumento per attaccare annunci sulle bacheche aziendali, il prodotto non suscita alcun interesse ed è un flop clamoroso. Ma qui entra in gioco l’imprevisto. Analizzando i risultati del test, la 3M si accorge che i dipendenti non usavano quei foglietti per le bacheche, ma per lasciare messaggi ai colleghi e segnare appunti su documenti. Ecco la svolta: ribattezzata “Post-it Notes” l’idea di Fry è riproposta con un nuovo approccio e il 6 aprile 1980 avviene il lancio sul mercato.

Il successo stavolta è strepitoso. Da quel giorno di quarantacinque anni fa ne sono stati messi in commercio oltre 1.000 versioni diverse in tutto il mondo. Anche l’iconico colore giallo è frutto del caso. Per produrre i primi esemplari si usava infatti la carta riciclata proveniente da un laboratorio vicino. Quella scelta cromatica dettata dalla necessità si rivelò invece un elemento fortemente distintivo e non fu più abbandonata.

Arthur Fry, l’uomo prima osteggiato e poi osannato per la sua idea, è rimasto in 3M per tutta la sua carriera, riconosciuto come uno degli individui che hanno cambiato le sorti dell’azienda. Al punto che, proprio partendo da quell’esperienza, la società attualmente registra ben 4mila brevetti l’anno, scommettendo sulle idee e incoraggiando i propri dipendenti a investire parte del tempo di lavoro in progetti personali. Ricordando che anche dietro un errore può nascondersi un’intuizione geniale che magari cambia le cose. E soprattutto, che nessuna idea va mai accantonata. Basta appuntarla su un post-it per non dimenticarla.

Di Stefano Faina e Silvio Napolitano

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