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title: Proteggere i giovani dagli estremismi
description: "Ai nostri giovani andrebbe raccontato e ribadito l'immane successo della costruzione europea che ha consentito 80 anni di pace in Europa."
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date: 2024-03-25
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/proteggere-i-giovani-dagli-estremismi/
categories: [Società]
tags: [giovani, guerra, Italia, UE]
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# Proteggere i giovani dagli estremismi

![Giovani e geopolitica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Giovani-e-politica.jpg)

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2024-03-16 10:00:00

2024-03-16 09:00:00

Tutti parlano della disaffezione dei giovani nei confronti della politica, ma nessuno parla dei veri problemi che vessano la loro partecipazione politica

Tutti parlano della disaffezione dei giovani nei confronti della politica, quasi come fosse diventato l’equivalente nella vita pubblica delle conversazioni al bar sport. Parlano di astensionismo, cattive abitudini, droghe, abuso dei social (come se la politica ne fosse esente), incapacità manifesta e poca voglia di fare di queste nuove generazioni. Nessuno parla invece della vera chiave di lettura per comprendere i problemi che vessano la partecipazione politica dei giovani. Per farlo bisogna infatti rovesciare la questione, cambiare totalmente prospettiva e osservare quei ragazzi che oggi popolano i banchetti dei partiti e le piazze delle nostre città.

I giovani che oggi si iscrivono a un partito vengono considerati unicamente in virtù dell’utilità ‘manuale’ della loro militanza, in un clima di deresponsabilizzazione dove nel migliore dei casi vengono usati come cassa di risonanza delle idee calate dal leader di turno. Con poche eccezioni, le sezioni giovanili non vanno a congresso, non hanno mandati di produzione di contenuti politicamente rilevanti e vedono le loro dirigenze nominate dalle sedi romane. Tutto ciò in un panorama caratterizzato dalla morte totale dei partiti tradizionali. Nella meritocrazia del migliore pappagallo, dove si illude di vincere chi meglio imita le storture della politica ‘adulta’, diventa molto difficile emergere per le proprie convinzioni e capacità. A questo si unisce la frammentazione delle attuali realtà partitiche: ciascuna costituisce una ‘bolla’ che vive l’attività politica in modo estremamente conflittuale con gli altri e al proprio interno, alimentata da personalismi anziché da idee e valori condivisi. Per rompere questa profezia autorealizzante non possono che esserci due soluzioni.

La prima riguarda la vita interna ai partiti stessi: per essere attrattive, le forze politiche devono tornare a essere contendibili e democratiche, capaci di far convivere una pluralità di sensibilità e mettere al centro della discussione di partito queste divergenze. La seconda soluzione è inerente invece a tutte quelle forme di attivismo politico già anni luce avanti rispetto ai partiti. Le realtà che oggi riescono a coinvolgere maggiormente i giovani sono quelle che si occupano di single issue.La classe dirigente non dovrebbe sminuire questo processo, ma anzi provare a inserirlo in luoghi di aggregazione politica più strutturata, per mettere a sistema quella militanza e dare una ‘casa’ a chi ancora non l’ha trovata. Questo comporterebbe incanalare, tramite mezzi riconosciuti e istituzionali, la grande energia politica che spesso si limita a momenti di protesta ma che fatica a trovare una traduzione in policies delle proprie posizioni. A questo servirebbero strumenti di partecipazione vera dal basso. A questo servirebbero partiti in grado di accogliere queste istanze senza annichilirle all’interno di strutture votate unicamente all’occupazione del potere.Di Matteo Hallissey e Federico Pasotti

Noi giovani senza partiti

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2024-03-17 11:08:20

2024-03-17 10:08:20

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2024-01-11 11:00:04

2024-01-11 10:00:04

Demografia, immigrazione, Neet, università e posizioni estremiste: l'intervista al rettore della Bocconi, Francesco Billari

Il papà era immigrato dalla Calabria, la mamma dalla Sicilia. Si sarebbero incontrati a Milano mettendo su famiglia e portando avanti un negozio di sartoria. Il titolo di studio di entrambi era la quinta elementare, il figlio Francesco Billari è il rettore dell’Università Bocconi di Milano. Una di quelle storie altamente istruttive sull’immigrazione interna italiana. Statistico specializzato in demografia, Billari ama osservare alcuni dei problemi fonti di grandi polemiche con l’occhio dello scienziato alla guida di una delle più prestigiose università italiane, con il suo carico di ragazzi e speranze.

A proposito di demografia, l’immagine dell’‘inverno’ è abusata: «C’è almeno la consapevolezza che l’Italia è in una situazione eccezionale: è uno dei Paesi con più anziani al mondo, dietro al Principato di Monaco e al Giappone» ci dice. «Il nostro numero di figli per coppia è il più basso in assoluto e i giovani restano a casa più a lungo. Purtroppo non si cambia da un momento all’altro e qui ci soccorre la metafora dell’orologio di Alfred Sauvy: la politica si muove come la lancetta dei secondi, l’economia come quella dei minuti, mentre la demografia ha il ritmo della lancetta più lenta, quella delle ore. Qualcosa però possiamo fare, imparando dagli altri su immigrazione e occupazione femminile».

Tanto per cominciare, studiamo poco: «Il tasso di laureati è appena del 30%, ce la giochiamo con la Romania. L’Italia spreca molti giovani, spesso di origine straniera. Ne abbiamo pochi e anche poco preparati e tutti i test ci vedono in fondo alla classifica. Faccio un esempio lontano: la Corea del Sud ha problemi demografici simili ma il 70% dei laureati». Nel mondo ultra competitivo di oggi se non ci prepareremo andremo fuori gioco e Francesco Billari non ha dubbi: «Tutti dovrebbero essere più preparati, adulti compresi. Non possiamo permetterci i Neet, bisogna includere i giovani che hanno perso le speranze e le donne, senza dimenticare la bassa partecipazione degli uomini. Se ne parla poco ma abbiamo anche il più basso tasso di occupazione maschile in Europa». Per lui l’immigrazione è una straordinaria opportunità: «Gli Stati Uniti sono cresciuti nella diversità più totale perché la diversità è ricchezza. Non abbiamo realizzato che la scuola doveva cambiare con il cambiamento demografico e invece abbiamo incoraggiato la polarizzazione: classi con troppi figli di immigrati o con troppi italiani. Con il 15% di nati con entrambi genitori stranieri la scuola non può non cambiare. Anche nei suoi tempi: serve l’accorciamento delle vacanze estive. Lasciamo indietro dei potenziali talenti: lo vediamo bene nello sport, lo potremmo vedere in altri campi».

Sul caso delle dimissioni di alcuni dei rettori delle più prestigiose università Usa per aver difeso posizioni estremiste, Billari ricorda che «la situazione è problematica anche a Oxford dove ho insegnato. Sono sempre stato colpito dal fatto che ci possa esser chi chieda le dimissioni di un professore perché ha idee diverse o affronta temi scomodi. Non fa bene al sistema universitario. Alcuni dei rettori in questione hanno però difeso posizioni intolleranti degli studenti e questo non è accettabile. Non c’è cittadinanza per la discriminazione e l’errore è stato proprio tollerarla, in quel caso contro gli ebrei. Poi ci sono le esagerazioni: negli Usa circolano studi che propongono test d’intelligenza in base alle diverse etnie. In realtà misurano soltanto l’esito di processi sociali secolari: l’intelligenza non dipende certo dall’essere maschio o femmina, bianco o nero. La selezione sociale è esistita ed esiste. Compito degli studiosi è ricordarlo, sottolinearne gli effetti e promuovere la diversità, che è comunque positiva».

Di Fulvio Giuliani

Immigrati e giovani studino il futuro, parla Billari

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2024-01-11 18:43:45

2024-01-11 17:43:45

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2023-11-10 14:00:07

2023-11-10 13:00:07

Oggi ricorre la Giornata internazionale dello stagista e sul tema la politica italiana sembra avere ancora molto da imparare

“Cercasi stagista con 5 anni di esperienza e tanta voglia di imparare”. Con questi controsensi iniziano gli incubi di uno stagista 'tipo' in Italia, anche e soprattutto oggi, giorno della Giornata internazionale degli stagisti istituita dal 2014 per sensibilizzare l'opinione pubblica e le aziende sulla necessità di migliorare l'accesso dei più giovani alle opportunità di lavoro.

Stando agli ultimi dati, sono circa 500milioni gli stagisti in Italia. Nel 2022, sono stati attivati 314mila tirocini extracurricolari. La Lombardia si conferma la capitale degli stagisti con oltre 66mila attivazioni extracurricolari come spiega Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli stagisti.

Un esercito per lo più inascoltato se si pensa che la normativa vigente in materia è datata 25 marzo 1998 ponendosi ai limiti dell’obsolescenza e incapace di garantire i diritti minimi soprattutto ai giovani universitari e ai relativi stage curriculari.

"Perfino una petizione su Change.org - ricorda Voltolina - che ha raccolto oltre 70mila firme con il titolo #LoStageNonèLavoro impegnata all’eliminazione degli stage gratuiti, è stata depositata direttamente nelle mani del ministro del lavoro un paio d'anni fa ma è rimasta completamente ignorata".

Nulla di sconvolgente se pensiamo che, soltanto qualche giorno fa, la stessa politica chiamata in causa alla risoluzione dei problemi, ne creava uno ex novo. La Camera dei Deputati ha infatti aperto un bando volto alla ricerca di stagisti universitari meritevoli e a titolo completamente gratuito. Nemmeno  un rimborso spese o ticket per il pranzo.

Ennesima manifestazione di come la politica, in primis, abbia ancora molto da imparare.

di Raffaela Mercurio

La politica, stagista bravo che non si applica

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2023-11-10 11:03:12

2023-11-10 10:03:12

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