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title: "Il problema non è l&#8217;alternanza scuola-lavoro"
description: "Fanno bene gli studenti a chiedere maggiori garanzie e sicurezza, ma il problema non è l'alternanza scuola-lavoro."
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date: 2022-02-18
author: Giovanni Palmisano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/proteste-alternanza-scuola-lavoro/
categories: [Società]
tags: [giovani, lavoro, scuola]
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# Il problema non è l&#8217;alternanza scuola-lavoro

![proteste studenti alternanza scuola lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-11-2.png)

Fanno bene gli studenti a chiedere maggiori garanzie e sicurezza, ma il problema non è l'alternanza scuola-lavoro.

**Oltre 200mila studenti** sono scesi di nuovo in piazza in più di 40 città per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro dopo che, nel giro di 3 settimane, due ragazzi hanno perso la vita durante uno stage. Non sono mancati i tafferugli, quando a Torino un gruppo di ragazzi ha cercato di entrare nella sede dell'Unione industriale riuscendo ad aprire il cancello. Il bilancio è di 7 agenti feriti. Un pugno di facinorosi in una platea ben più vasta che chiede maggiori garanzie. 

### CHE COS’È L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Il programma, che oggi ha il nome tecnico di “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” (PCTO), è obbligatorio per gli studenti delle scuole superiori che abbiano compiuto almeno 15 anni. Ciascun studente deve svolgere un minimo di ore di alternanza scuola-lavoro: 90 nei licei; 150 negli istituti tecnici; 180 negli istituti professionali. Il monte ore è triennale e riguarda quindi l’intero percorso.

Durante questa esperienza lavorativa i ragazzi devono realizzare un progetto pratico che diventa oggetto di valutazione in sede di esame di maturità.

Da una parte i ragazzi devono dare il loro contributo all’azienda presso cui svolgono lo stage, dall’altra devono ricevere formazione. Una prassi che all’estero è la normalità già da diversi decenni.

**Per questo un’iniziativa del genere non può che essere una benedizione per il sistema scolastico italiano,** spesso troppo lontano dal famigerato ‘mondo del lavoro’ con conseguenze drammatiche sull’occupazione giovanile.

### I PROBLEMI DELL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Ma allora quali sono gli ingranaggi inceppati di questo meccanismo? I soliti, ancestrali, problemi di un modus operandi all’italiana.

Capita spesso che, anziché essere accolti come stagisti/apprendisti, **i ragazzi siano impiegati come lavoratori veri e propri** (senza però essere retribuiti);  in più, la loro formazione non viene perseguita come priorità ma data per scontata come risultato del processo lavorativo.

Basta fare un giro tra i diretti interessati per capire come nessuno si faccia realmente carico della loro crescita e come spesso l’intero percorso venga seguito approssimativamente sia dall’azienda che dalla scuola.

È questo il grande ostacolo alla formazione: lasciare le cose a metà. **D’altronde, non vorremmo davvero credere che 90, 150 o 180 ore nel giro di 3 anni siano sufficienti a preparare i giovani al mondo del lavoro!** Sono giusto sufficienti per realizzare un progetto utile all’azienda, quasi inutile agli studenti che non hanno tempo per imparare e praticare cose del tutto nuove, né per entrare nel clima dell’ambiente lavorativo.

Poi veniamo al punto più scottante, sul quale non è possibile transigere: la sicurezza sul posto del lavoro.

Un problema trasversale che riguarda i giovani come i meno giovani. È d'altro canto innegabile che il fulcro del problema non risieda nel PCTO. Lo scorso anno sono state denunciate all’Inail 1221 morti sul lavoro, ed è verosimile che ce ne siano altre non riportate nei dati ufficiali.

Numeri insopportabili che ci vietano di trovare soluzioni parziali e ci impongono di trattare il tema con onestà. L’inserimento graduale che dovrebbe contraddistinguere l’alternanza scuola-lavoro dovrebbe servire a preparare i giovani anche su questioni meramente legate alla sicurezza. La pratica, l’allenamento, l’esperienza sono tutti fattori che si conquistano giorno dopo giorno, ora dopo ora e che possono fare la differenza tra la vita e la morte in certe professioni. Ma iniziative di questa portata non possono essere lanciate e poi lasciate a metà, c’è bisogno di coraggio nelle scelte. **“Serve una visione di insieme”**, gridano oggi i ragazzi. Ed è dannatamente vero.

di *Giovanni Palmisano*
