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Quinn, lo Spotify dell’erotismo

Quinn è un nuovo podcast erotico per sole donne. Ma mentre il giro d’affari del porno continua a guadagnare diminuiscono i contatti umani.
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Quinn, lo Spotify dell’erotismo

Quinn è un nuovo podcast erotico per sole donne. Ma mentre il giro d’affari del porno continua a guadagnare diminuiscono i contatti umani.
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Quinn, lo Spotify dell’erotismo

Quinn è un nuovo podcast erotico per sole donne. Ma mentre il giro d’affari del porno continua a guadagnare diminuiscono i contatti umani.
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Quinn è un nuovo podcast erotico per sole donne. Ma mentre il giro d’affari del porno continua a guadagnare diminuiscono i contatti umani.
Dopo il crollo di Snapchat Caroline Spiegel, sorella del CEO di Snapchat Evan Spiegel, a soli 24 anni, ha avviato quella che oggi viene definita la rivoluzione del porno grazie a Quinn, l’app di audio erotici per sole donne, che in pochissimi anni ha già raggiunto più di 300.000 iscritte.  Sbarcata nel 2019 è stata “pensata dalle donne per le donne” come l’ha definita la stessa Spiegel. L’idea, infatti, è nata per offrire contenuti audio erotici rivolti solo al genere femminile. Un’alternativa concreta per sdoganare i tabù che ancora oggi accompagnano l’autoerotismo femminile da sempre sottovalutato. Una vera rivoluzione (in formato audio) della pornografia standard, fino ad oggi prettamente rivolta agli uomini, un’app definita dalla rivista Vogue lo “Spotify per l’erotismo”. Un nuovo modo di vivere la sessualità, un chiaro segnale di autodeterminazione femminile in un mondo pornografico che ha sempre visto le donne passive, spesso assoggettate e attrici in ruoli di sottomissione o di poca importanza. Oggi la rivoluzione è donna e Caroline ne è la promotrice, anzi la Queen. Lo stigma che ruota attorno alla disfunzione sessuale e alla masturbazione femminile l’hanno ispirata a creare una piattaforma in cui le donne potessero sentirsi finalmente libere nella ricerca in piena autonomia del piacere sessuale. Questa volta sono le ragazze a compiacere i propri istinti e a dare libero sfogo alla propria fantasia, divertendosi e scegliendo la voce più affine al momento e alle proprie esigenze. Quinn unisce l’utile al dilettevole, perché mentre le donne godono (in tutti i sensi) del servizio spendendo a malapena 3 dollari al mese, i creatori di audio ne possono guadagnare 5.000. Un’ampia scelta tra voci femminili, maschili o non binari per accontentare tutti i gusti. Ma non solo! Il successo dell’app si deve non solo all’idea geniale di Caroline ma anche all’aggiunta di umanità, grazie alla community e alla creazione di podcast di discussione su questioni come: l’immagine corporea, gli appuntamenti e i diritti delle donne. Se è vero che le donne devono fare il doppio per dimostrare di essere capaci quanto un uomo, Caroline ci è sicuramente riuscita, e il suo successo si deve sicuramente all’aumento del numero di utenti donne che visitano siti porno, oggi attestato attorno al 25%. Con un giro d’affari che prosegue a gonfie vele, il porno fattura  cifre da capogiro da diversi milioni di dollari. Su Google esistono 260 milioni di siti porno visitati quotidianamente da oltre 300 milioni di utenti (75% uomini). Con l’avvento del Covid, poi, il porno sta vivendo un’epoca d’oro che sembra non tramontare mai, grazie alla sua fruibilità attraverso siti online, negozi di sex toys e nuove figure come escort e camgirl. Di queste ultime il giro  d’affari è stimato attorno ai 7 milioni di dollari. Emergono anche i siti d’incontro che oggi fatturano, solo negli Stati Uniti, 2,2 miliardi di dollari.  Il business del porno su Google vede all’apice della classifica siti come XVideo, che vanta 4,4 milioni di pagine visualizzate ogni mese (dieci volte di più rispetto al New York Times) e PornHub, altro colosso mondiale del settore, con oltre 80 milioni di visualizzazioni e oltre 18 milioni di visitatori. Il mercato del porno continua la sua corsa in modo inarrestabile. Sicuramente una grande rivoluzione, unica nota negativa che la sessualità sia sempre più vista che sentita, peccato! di Claudia Burgio

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