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title: Rifiutare un lavoro per andare il palestra e altre assurdità poco conosciute
description: La storia vera di un imprenditore, mio amico, che non riesce a trovare dipendenti, nonostante ottime condizioni lavorative.
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date: 2022-09-13
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/rifiutare-lavoro-che-ce-ma-non-tutti-vogliono/
categories: [Società]
tags: [economia, Evidenza, lavoro, società]
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# Rifiutare un lavoro per andare il palestra e altre assurdità poco conosciute

![offerte di lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-37.jpg)

La storia vera di un imprenditore, mio amico, che non riesce a trovare lavoratori, nonostante ottime condizioni lavorative. Può una giovane rifiutare un posto di lavoro perché alle 5 deve andare il palestra? "No", direste voi e invece è solo una delle assurde motivazioni che leggerete in questo articolo.

Milano, pochi giorni fa. Un amico imprenditore – titolare di una piccola impresa per la raccolta pubblicitaria, nove dipendenti, buon fatturato, trent’anni di attività – ha bisogno di assumere quattro nuove figure professionali, in ambito segreteria amministrativa e commerciale. Si è rivolto a un’agenzia, ha esaminato molti *curricula*, è venuto il momento di qualche colloquio.

«Buongiorno. Complimenti per il suo *curriculum*, interessante. Allora…». Di fronte ha una ragazza sui 25 anni, diplomata, *stage* in un’azienda importante. «Buongiorno. Mi scusi ma prima di tutto vorrei sapere qual è l’orario di lavoro». «Certo, giusto. Iniziamo alle 9 e facciamo pausa alle 13. Riprendiamo alle 14,30 fino alle 18,30…». «**Ah no, scusi. Ma io vorrei finire prima perché alle cinque ho la palestra**». Prego, si accomodi e buon allenamento.

Finalmente è convinto di aver trovato la persona giusta. È in prova ma promette bene. Trentenne, sembra intraprendente. Una mattina non si presenta e telefona: «Buongiorno, scusi oggi non vengo perché ho un colloquio di lavoro». Va bene, avrà trovato di meglio, almeno lui così spera. Però era in prova e quindi… si accomodi pure.

Una segretaria forse è quella giusta. Ventottenne, prima esperienza importante dopo vari lavoretti. L’amico imprenditore: «Senta, una cortesia. Quando esce (per l’intervallo dalle 13 alle 14,30*) *se può passare dal tabaccaio prenda due marche da bollo. Ecco i soldi…».

«Ah no! Scusi eh,** ma io nell’intervallo non svolgo mansioni lavorative…». «Sì certo, era solo una cortesia.** Anche perché io non esco prima di sera e…». Si accomodi, avanti un altro.

Storie vere, certificate e potrei andare avanti ancora per molto. **L’amico imprenditore milanese è disperato.** Ha necessità di queste nuove figure professionali ma è amareggiato nel constatare che nonostante il ruolo, un buono stipendio, una bella sede lavorativa e la possibilità di inserirsi in un ambiente moderno e in crescita, nonostante *curricula* di livello e l’agenzia che ogni giorno gli sforna nuovi nominativi da prendere in considerazione, non riesce a trovare le persone giuste. Colpa sua? Troppo esigente? Atteggiamento padronale d’altri tempi? No. Può una giovane in cerca di occupazione con contratto a tempo indeterminato rifiutare un lavoro perché deve andare in palestra alle cinque del pomeriggio? Siamo a Milano, **il reddito di cittadinanza non c’entra.**

A Roma dicono: «Voglia de lavora’ saltame addosso». Non è qualunquismo, sono vicende vere, che fotografano una situazione diffusa. Non stiamo parlando di camerieri mal pagati e sfruttati; sappiamo che quella è una realtà, ma c’è anche un’altra faccia della medaglia che è quella con la quale ha a che fare un piccolo imprenditore come il mio amico.

Di *Andrea Pamparana*
