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title: Scuola e divieti incomprensibili
description: "Divieti smartphone incomprensibili annunciati dal ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara per i ragazzi delle elementari e medie"
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date: 2024-02-24
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/scuola-e-divieti-incomprensibili/
categories: [Società]
tags: [istruzione, scuola, tecnologia]
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# Scuola e divieti incomprensibili

![Scuola e divieti incomprensibili](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-5-2.jpg)

Divieti smartphone incomprensibili annunciati dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per i ragazzi delle elementari e delle medie

Forse ispirato dalle recenti notizie giunte dalla Gran Bretagna, dove anche se non in forma generalizzata si è deciso di testare divieti draconiani nell’uso degli *smartphone* per gli adolescenti, **il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato limiti stringenti all’utilizzo dei *device* digitali alle elementari e medie**.

**Una premessa è d’obbligo**: che lo *smartphone* sia un formidabile mezzo di distrazione di massa è pacifico, anche se converrebbe ricordarsi che fra i più assidui maniaci dello strumento ci sono gli adulti. Spesso il peggior esempio possibile per i nostri figli. Questo, però, è un altro discorso o parte del medesimo.

Come abbiamo scritto su queste pagine appena due giorni fa, **in Italia e non solo si è sviluppato un vero e proprio strabismo digitale**: da un lato ne siamo immersi h24, talvolta con conseguenze paradossali o tragicomiche, dall’altro ci ostiniamo a non sfruttarne a fondo le potenzialità. A scuola tutto questo diventa intollerabile, un vero e proprio *harakiri* istituzionale o (se preferite) istituzionalizzato. Impostare il rapporto fra gli adolescenti e lo *smartphone* sulla base del divieto *sic et simpliciter*, estendendolo inevitabilmente ai contenuti digitali, è il modo migliore per stimolare quanto di peggio gli stessi possano generare.

Non dovevamo certo attendere il Terzo millennio per riscoprire la potenza maliziosa del divieto: tutto ciò che è proibito attira, tutto ciò che da ragazzi ci veniva osteggiato ci appariva il nirvana, anche se non lo era manco un po’. **Possibile che non abbiamo imparato nulla?** Con l’aggravante rappresentata dalle caratteristiche stesse della nostra era: il digitale è per sua stessa natura inarginabile, perché è la nostra vita. Di tutti, ragazzi e adulti. **Si tratta ‘semplicemente’ di decidere come utilizzarlo, se fermarsi alla superficie e ridurlo a mero moltiplicatore di sciocchezze** (quando va bene) **o pericoli** (quando va molto meno bene) oppure rendersi conto che studiare è un preciso dovere degli adulti. Conoscere, capire, analizzare fenomeni e linguaggi.

Vale per ministri, professori e genitori, pena lo scavare un solco fra madri, padri e figli e perdere il treno dell’aggiornamento e della contemporaneità. Come accennavamo, i**l problema non è certo solo italiano e lo *shock* culturale del *digital* è fenomeno ampio e diffuso**. Ma già la nostra formazione arranca, rispetto a quella di molti Paesi concorrenti: se in sovrappiù ci azzoppiamo inseguendo anacronistici divieti, la frittata sarà inevitabile. Questo è intollerabile, anche perché rimanda a uno sgradevole moralismo, a un etichettare lo *smartphone* come pericoloso quando semplicemente è sconosciuto.

Nessuno sano di mente si sognerebbe di dare il via libera a un suo uso sconsiderato in classe e crediamo che le sanzioni disciplinari facciano parte del percorso di educazione scolastica. **Non ci riteniamo buonisti, insomma, ma non ci rassegniamo all’idea di questa ritirata**. Un rifiutarsi di prendere atto che, oggi come oggi, non è pensabile insegnare senza ricorrere a un uso intelligente e accattivante dell’oceano di fonti digitali. È il loro mondo: **se i ragazzi avranno** – con più di qualche ragione – **la sensazione che i ‘grandi’ non fanno alcuno sforzo per comprendere e aggiornarsi, i divieti li aggireranno**. Come noi aggiravamo bellamente quelli della nostra epoca, nell’infinito *circle of life*. Nel mentre non educheremo e non formeremo, spedendo nella vita ragazzi gravemente impreparati alla gestione e comprensione di alcune delle caratteristiche fondamentali del mondo che li aspetta.

**Ripensiamoci: non tanto ai divieti** – che contano poco o nulla – **ma all’approccio generale che dobbiamo saper avere**. Ai professori e ai maestri (ricordando proprio il *ban* sui cellulari nelle elementari e nelle medie) bisogna dare messaggi esattamente opposti a quelli che stiamo dando ora: l’insegnamento che prescinda dal digitale è una follia autolesionista. Pari soltanto al lasciare le vite dei nostri figli alla mercé di un digitale incontrollato.

*di Fulvio Giuliani*
