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title: Scuola, famolo à la nipponica
description: "Giappone, l'esempio virtuoso su come investire nell'istruzione scolastica: educazione civica, lettura, educazione finanziaria."
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date: 2022-02-06
author: Matteo Grossi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/scuola-famolo-a-la-nipponica/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [giovani, globalizzazione, scuola]
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# Scuola, famolo à la nipponica

![Scuola, famolo à la nipponica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Giappone.png)

Giappone, l'esempio virtuoso su come investire nell'istruzione scolastica: educazione civica, lettura, educazione finanziaria, informatica e lingue.

**Siamo ben consci che la nostra scuola pecchi in fattiva democrazia, che non sia in grado di bilanciare le diseguaglianze sociali, bensì sottolinei le differenze.** A ciò si aggiunge forse la pecca più grave:** il nostro sistema scolastico nega ai giovani gli orizzonti globali, così rinchiudendo il loro destino entro le mura nazionali.** Troppe volte da queste pagine abbiamo invitato i nostri politici a viaggiare, anche a nostre spese, purché importassero, anche da Paesi lontani, modelli utili allo sviluppo della nostra nazione.

Un esempio virtuoso ci giunge dall’Estremo Oriente. **Da anni il Giappone è impegnato a investire nell’istruzione scolastica puntando su cinque punti fondamentali: educazione civica, lettura, educazione finanziaria, informatica e studio di ben quattro lingue.** Non è affatto strano che, durante l’ora di educazione civica (nel Paese del Sol Levante non esiste la figura del bidello), studenti e professori puliscano la propria scuola. Il rispetto verso il prossimo, l’assumersi le proprie responsabilità, li si insegna anche così. Durante la lezione di lettura viene richiesta un’accurata comprensione del testo; quest’ultima, in Italia, viene spesso ignorata, forse perché ritenuta poco importante per affrontare il futuro. L’educazione finanziaria mira soprattutto alla gestione dei propri denari e a essere in grado di affrontare questioni assicurative e previdenziali. Nel nostro Paese, fuori dalla scuola, solo il 30% è dotato di alfabetizzazione cosiddetta finanziaria; ciò vuol dire che** il nostro sistema educativo non fornisce le competenze minime, necessarie per assumere con cognizione di causa decisioni finanziarie responsabili.** Nel complesso (ultimi dati Ocse Pisa), solo il 20% degli studenti italiani sa districarsi in tal senso: a livello di competizione globale siamo, fra i Paesi industrializzati, il fanalino di coda.

**Sempre in Giappone la scuola indirizza i ragazzi, con un monte ore adeguato, a essere padroni dell’unica lingua che d’ora in poi permetterà lo sviluppo globale: quella digitale.** Da noi, spesso e volentieri, il sistema informatico scolastico – sotto forma di lavagna Lim – li impegna in giochini e ameni passatempi. Infine, lo studio delle quattro lingue serba in sé una ricchezza sconosciuta ai nostri politici: nel mondo globalizzato, il solo modo di reggere la competizione economica è uscire dai propri confini, interfacciarsi con altre culture e costumi. A questo servono le lingue. Questo dovrebbe fare la scuola.

di *Matteo Grossi*
