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title: Sesso, alcol e consenso
description: Quando si tratta di mettere in relazione sesso, alcol e consenso la platea si divide in due. La riflessione
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date: 2025-02-05
author: Maruska Albertazzi
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categories: [Società]
tags: [giustizia]
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# Sesso, alcol e consenso

![Sesso alcol](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Sesso-alcol.jpg)

Quando si tratta di mettere in relazione sesso, alcol e consenso la platea si divide in due

**Quando si tratta di mettere in relazione sesso, alcol e consenso la platea si divide in due**: i sostenitori del «Se si reggeva in piedi, vuol dire che era consapevole» e chi invece considera l’alcol al pari di una qualsiasi sostanza psicotropa in grado di alterare in modo marcato volontà e consapevolezza. **Quello che a oggi sappiamo con certezza è che l’alcol agisce sul nostro neurotrasmettitore inibitorio principale**, il Gaba, producendo effetti sedativi, quindi comportamenti più rilassati e disinibiti. **Il Gaba ha la capacità di inibire il glutammato, che è invece il principale neurotrasmettitore eccitatorio.** Il glutammato ci permette di fare valutazioni sugli stimoli che riceviamo per poi trasformarli in ragionamento complesso, ci fa prestare attenzione, ci porta a fare scelte consapevoli e influisce sulla nostra capacità di memoria.

**Questa azione dell’alcol dipende dalla quantità ingerita, ma soprattutto dall’organismo della persona che lo ingerisce**. Per anni si è pensato che le donne avessero più difficoltà a reggere l’alcol ma non è esattamente così. **È vero che il tasso alcolemico – e quindi la capacità di smaltire una bevanda di questo tipo – è ormone-dipendente.** È stato osservato infatti che il tasso di alcolemia di un uomo tende a restare stabile per la stessa quantità, mentre quello della donna varia in base al ciclo estro-progestinico. **Tra l’altro le donne hanno un fegato che produce meno enzimi in grado di degradare l’alcol, rischiando più facilmente intossicazioni e cirrosi epatica.**

**Uno studio del 2004 guidato dallo psicologo Mark Fillimore dell’Università del Kentucky ha però dimostrato che gli effetti dell’alcol non sono gli stessi per uomini e donne non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche a livello qualitativo**. Nello studio, una quantità prefissata di alcolici è stata somministrata a 24 volontari (12 uomini e 12 donne) considerati ‘bevitori sociali’ che dovevano poi svolgere un compito molto semplice, cioè premere un pulsante quando vedevano una luce lampeggiare. **Man mano che la quantità di alcol aumentava, tutti i volontari avevano problemi a eseguire l’operazione in modo corretto, ma gli uomini avevano tre volte più difficoltà a inibire il comportamento rispetto alle donne e finivano per premere il bottone troppo presto**. Alla fine dell’esperimento è stato chiesto ai partecipanti come si fossero sentiti: **i maschi hanno riportato livelli di aggressività e disinibizione tre volte superiori a quelli delle femmine, che invece dichiaravano livelli di sedazione di ben sei volte più alti rispetto ai compagni di esperimento.** Questo spiegherebbe come mai gli uomini ubriachi tendono a diventare più facilmente aggressivi e le donne hanno invece più difficoltà a reagire alle aggressioni.

**Sulla base di questi studi appare evidente che la sostanza si comporta in modo diverso a seconda di chi la assume**. Dunque la frase «Eh, ma avevano bevuto entrambi...», **che spesso si utilizza per liquidare situazioni di presunta violenza in seguito ad assunzione di alcolici, perde inevitabilmente di forza.** Quello che è certo è che sarebbe opportuno limitare l’alcol da ambo le parti onde evitare situazioni più che spiacevoli generate da un’alterazione del comportamento che non ‘rivela’ le vere intenzioni, ma le amplifica o le offusca. **Insomma, *in vino non semper veritas*.**

di *Maruska Albertazzi*
