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title: Sesso libero
description: Le dittature sanno di non potere possedere le teste, quindi ci provano con le mutande e il sesso. L’aspirazione alla libertà è insopprimibile
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date: 2022-12-09
author: Davide Giacalone
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categories: [Società]
tags: [Evidenza, Sesso, società]
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# Sesso libero

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Le dittature sanno di non potere possedere le teste, quindi ci provano con le mutande e il sesso. Sanno che l’aspirazione alla libertà è insopprimibile e universale

**Le dittature sanno di non potere possedere le teste**, quindi ci provano con le mutande. Sanno che l’aspirazione alla **libertà è insopprimibile e universale**. La forza bruta fa cilecca con i pensieri, ma si può imporre sui costumi. Non posso impedirti di sognare **ma posso reprimere i tuoi sogni, i tuoi desideri, le tue attrazioni**. E reprimendo quelli t’insegno a rinunciare alla libertà. **In questo sono tutti uguali.**

**La persecuzione degli omosessuali**, a cura del regime castrista cubano, **non era la scusa per arrestare uno scrittore** (Reinaldo Arenas) e distruggere le sue opere **ma un modo per insegnare a non pensarsi liberi**. L’ossessione di deviati come il patriarca russo **Kirill**, le leggi russe contro l’omosessualità, la maniacale riaffermazione di una cosa mai esistita, ovvero la “famiglia tradizionale”,** non sono modi per non farsi contagiare dalla “decadenza occidentale” ma per insegnare a non guardare al mondo libero** e castrare i desideri. L’Indonesia che condanna il sesso fuori dal matrimonio e l’Iran che assassina chi scopre una ciocca o protesta contro l’assassinio non stanno salvaguardando la purezza ma provando a far vivere la dittatura uccidendo la libertà.

È accademica e surreale la discussione se la storia abbia una direzione di marcia e un qualche approdo designato, tanto più che noi siamo il futuro dei nostri antenati e gli antenati degli umani futuri,** ma la ricerca della libertà non ha mai fine e non conosce confine**. Chiunque stia lottando per la libertà, sia anche quella delle proprie mutande, **è un fratello da sostenere**. Da noi, nel nostro mondo mai stato così ricco e libero, tendiamo a dimenticarlo.** A dare la libertà per assodata**. **Taluni si sono convinti che la si difenda mettendo presidi alle declinazioni o moltiplicando i generi o condannando la parola**. Troppi, nel cadere in questo grossolano errore, in quel “politicamente corretto” che è solo politicamente inconsistente, **ci mettono lo zelo di ottusi patriarchi e *ayatollah*.**

**Eppure un problema si pone, al nostro mondo: si può essere liberi anche dalla natura? Sì, si può, ad esempio separando l’eros dalla procreazione.** Evviva. Ma possiamo anche liberare la procreazione dall’eros? **Più scivoloso.** Aiutare la fertilità è un conto, bypassarla un altro. Qui si torna a princìpi antichi: **se la mia libertà comporta l’altrui subordinazione o uso strumentale, allora non è una libertà ma una sopraffazione.** Dovremmo discuterne senza pregiudizi, occupandoci del merito e non dei tabù. Che rimangono anche nel nostro mondo libero, giacché connaturati all’umano. Negare un tabù non significa averci fatto i conti, così come usare concetti offensivi o il turpiloquio non significa opporsi al politicamente corretto. **Anche perché si rischia di far confusione.**

In Italia può già essere riconosciuto, **nell’interesse del minore, un “genitore” dello stesso sesso di quello naturale**. Esempio: **il primo è rimasto solo** (non ci interessa qui perché), ha un figlio minore e convive con una persona dello stesso sesso;** a quel punto per il minore non cambia nulla, ma se il primo finisce sotto a un treno resterebbe solo, ove non si riconoscesse la posizione dell’altro**. Sentenze già in giudicato. **È importante l’omogeneità in Unione europea** perché – potendomi liberamente muovere (evviva) –** non sia genitore in un Paese e sospettato di pedofilia in un altro**, se provo a portare il bambino nella mia stessa camera d’albergo.

**Sono cose da affrontarsi con concretezza e lucidità**. Capita, invece, che taluno viva da noi in libertà e voglia usare gli argomenti degli invasati dominatori di mutande.** L’esito è noto, da quelle parti.**

di *Davide Giacalone*
