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title: Si scrive Ide ma si legge sviluppo e occupazione
description: "L'Ide (investimenti diretti esteri) è uno dei principali segnali di salute di un Paese, cioè la capacità di attrarre investimenti esteri."
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date: 2022-01-13
author: Franco Vergnano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/si-scrive-ide-ma-si-legge-sviluppo-e-occupazione/
categories: [Società]
tags: [esteri, imprese, lavoro]
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# Si scrive Ide ma si legge sviluppo e occupazione

![Si scrive Ide ma si legge sviluppo e occupazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Ide.png)

L'Ide (investimenti diretti esteri) è uno dei principali segnali di salute di un Paese, cioè la capacità di attrarre investimenti esteri e negli ultimi anni i nostri Ide in entrata sono stati appena il 23% di quelli inglesi. 

**Dagli alsaziani Falck agli svizzeri Jucker, dagli ungheresi Illy al persiano ismaelita Aga Kahn.** Bastano alcune famiglie di origine non italiana, quasi prese a caso fra i tanti esempi che si potrebbero fare, per dare l’idea della situazione. Cioè solo per citare** i più bei nomi stranieri che hanno dato un significativo contributo imprenditoriale, di conoscenza, industriale e finanziario al *****made in Italy*****.** E per spiegare quello che gli economisti chiamano **Ide (Investimenti diretti esteri)** o anche, in inglese,** Fdi (Foreign direct investment)**: indicatori chiave per monitorare il processo di una delle principali forme di internazionalizzazione delle imprese. I nomi citati rappresentano realtà completamente integrate nel nostro Paese attraverso le varie generazioni e sono diventati parte dell’immaginario collettivo italiano. C’è un però. **Ogni volta che, dal turismo a qualche altro settore, arrivano investimenti stranieri c’è chi solleva alti lai.** Lasciamo da parte, è ovvio, gli assetti proprietari delle società operanti in settori strategici per i quali Draghi, nel marzo 2012, ha introdotto il *golden power* (ex *golden share*). 

Pensiamo alla Sardegna. Senza l’Aga Khan non esisterebbe di certo la Costa Smeralda come la conosciamo oggi, in grado di attrarre il turismo mondiale di lusso. **L’Italia, si sa, è una piazza preziosa per il *****business***** internazionale del settore: il primo Paese d’afflusso di turisti provenienti da fuori Ue e il terzo più visitato al mondo (per l’Enit).** Sul versante arrivi c’è da ricordare l’eterno fallimento Alitalia (assolutamente da non ripetere con la neonata Ita che deve invece cercare corrette alleanze estere). Da sottolineare, invece, che **la capacità di attrarre investimenti esteri è uno dei principali segnali di salute di un Paese perché porta lavoro, sviluppo (diretto, indotto, servizi, consumi *****et cetera*****) ed entrate fiscali (Iva, Irap, Irpef)**. Certo, gli utili netti finali della controllante tornano all’estero, come remunerazione del capitale investito e del rischio, come accade in tutti i mercati che sanno far funzionare bene l’allocazione delle risorse.

A livello Ocse c’è un indicatore nel quale noi non brilliamo: **negli ultimi anni i nostri Ide in entrata sono stati appena il 23% di quelli inglesi**, secondo The European House - Ambrosetti. C’è quindi ancora molto da lavorare per migliorare il livello di attrattività dell’Italia. 

di* Franco Vergano *
