---
title: Sii gentile, sempre
description: Cosa hanno in comune la vicenda del bambino lasciato solo in classe in Calabria e il mancato incontro ella Nazionale di tennis con Mattarella?
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-1-2.jpg
date: 2023-12-02
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/sii-gentile-sempre/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, società]
---

# Sii gentile, sempre

![Sii gentile, sempre](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-1-2.jpg)

Cosa hanno in comune la vicenda del bambino lasciato solo in classe in Calabria e il mancato incontro ella Nazionale di tennis con Sergio Mattarella?

**A Rende, in Calabria, un bambino considerato troppo vivace** – forse ‘plusdotato’ (manco fosse una brutta parola), certamente più difficile da educare nei suoi primi anni di vita scolastica – [viene abbandonato da solo in classe](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-buco-nero-nellanima/). Non certo dai compagni, che a quell’età non possono avere responsabilità, ma dai genitori dei medesimi e da un corpo insegnante su cui bisognerebbe ragionare a fondo.

[L’organizzatore di una kermesse teatrale ad Agrigento, in Sicilia, si toglie la vita](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/imprenditore-si-suicida-dopo-critiche-social-per-il-flop-a-teatro/). Davanti al mistero insondabile di chi decide un simile gesto sono sempre opportuni la massima prudenza e il rispetto, ma gli sfottò e le prese in giro subite perché a quelle rappresentazioni non si era presentato nessuno sono un fatto.

La **Nazionale azzurra di tennis** ci ha fatto sognare, ha regalato tre giorni di emozioni purissime. In modo particolare a chi si lascia trascinare non tanto dalla vuota retorica patriottica ma da quella meraviglia che si prova davanti a imprese agonistiche destinate a restare nei decenni. Neanche il tempo di smaltire le scariche di adrenalina e **quello stesso gruppo è riuscito a mancare clamorosamente di buona educazione e un minimo di rispetto al Presidente della Repubblica**.

In diverse sedi abbiamo già abbondantemente trattato questi distinti casi e potreste chiedervi – allora – che senso abbia un simile elenco. **C’è un minimo comune denominatore che crediamo meriti di essere approfondito**: la progressiva perdita di punti di riferimento condivisi, di valori.

Siamo in un’epoca in cui va di moda ‘sdoganare’ e con la scusa dello sdoganamento si prova a rimettere in pista, a ridare dignità a princìpi e disvalori di cui abbiamo fatto volentieri a meno per intere epoche. Per il gusto della contrarietà fine a sé stessa, del mostrarsi originali in quanto bastian contrari. A volte, sospettiamo, semplicemente per vedere l’effetto che fa. Non parliamo dei formalismi di un tempo, del rispetto delle gerarchie e dell’autorità ma del **bullismo verbale e fisico scambiato per ‘forza’**. Della** maleducazione, dell’aggressività e della prepotenza fatte passare per ‘naturalezza’ e ‘semplicità del popolo’**. Se un corpo sociale, qual è la combo famiglie-insegnanti di una scuola elementare, non riesce a comprendere la gravità di un gesto come quello compiuto nei confronti di un bambino abbandonato in un’aula perché fastidioso o chissà cosa, siamo oltre l’errore. È un fallimento, un comportamento inaccettabile. In termini umani prima che pedagogici.

Se dei ragazzi dalla faccia pulita – serissimi professionisti, splendidi campioni – non riescono a **comprendere la differenza fra una vacanza e un invito della Presidenza della Repubblica**, qualche adulto dovrebbe svegliarsi dal torpore, far suonare la campanella e non cercare maldestramente di coprirli perché sono stati troppo bravi in campo. In questo caso si tratterebbe di banalissima ‘buona creanza’, come si diceva un tempo.

**La sensazione che si sia finiti fuori strada la danno proprio le reazioni a due degli episodi che abbiamo elencato**. Diversissime fra loro, come lontane le età dei protagonisti: quel bambino di Rende non è stato neppure sfiorato dal sospetto di un abbandono e ha reagito lasciando un disegno in dono ai compagni assenti. C’è da augurarsi che qualche genitore abbia provato i morsi della vergogna.

Il Presidente della Repubblica **Sergio Mattarella** non l’ha fatta troppo lunga, avrebbe potuto chiudersi in uno sdegnato silenzio e invece si è limitato a reagire: «**Scegliete una data che vi vada bene e vi aspetto**». Anni luce di distanza fra un adulto consapevole, paziente e chi rischia di scambiare la realtà con una dichiarazione a uso *social*.

Aveva capito tutto un grande attore troppo sensibile per questi tempi, Robin Williams. Amava ripetere: «Tutti quelli che incontri stanno combattendo una battaglia di cui non sai nulla.** Sii gentile. Sempre**».

*di Fulvio Giuliani*
