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title: Sovranismo linguistico
description: Mentre la presidente del Consiglio si smazza le inevitabili incombenze legate al suo incarico, altri si baloccano con futilità più o meno sensate
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date: 2022-11-14
author: Mario Lavia
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/sovranismo-linguistico/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, lingua, politica]
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# Sovranismo linguistico

![Sovranismo linguistico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/interviste-DEFlinguage.jpg)

Mentre la presidente del Consiglio si smazza le inevitabili incombenze legate al suo incarico, altri si baloccano con futilità più o meno sensate

Evidentemente i nuovi potenti di Fratelli d’Italia si stanno un po’ annoiando – la fatica del governare logora, altro che – se alcuni di loro, e non tra i più sprovveduti, sentono il bisogno quotidiano di inventarsi qualche diversivo che soddisfi la famosa spinta identitaria che li ha accompagnati al potere.

**E così, mentre la presidente del Consiglio si smazza le inevitabili incombenze legate al suo incarico, altri si baloccano con futilità più o meno sensate:** ecco dunque il vicepresidente della Camera che dal suo prestigioso scranno si lancia in una intemerata contro la lingua inglese, prendendosela con l’innocuo e popolarissimo *dispenser* (quello del sapone), urlando «Si dice dispensatore, qua si parla italiano!» e così rinverdendo la memoria di tempi lontani nei quali il regime ordinava di chiamare “nappa” il *foulard* e “Luigi Braccioforte” il musicista Louis Armstrong. È dunque lecito attendersi che nell’era Rampelli il *question time* verrà denominato “tempo della domanda” e la leggendaria *buvette* di Montecitorio “piccolo bar”, senza dire che verrà abolito il termine *premier* che è una roba inglese, dando largo a “cinguettìo” e “libro della faccia” a proposito dei “sociali” che – come Rampelli ben sa – in aula si adoperano molto più dei disegni di legge.

**Questa sortita rampelliana fa ovviamente parte della nervosa rincorsa della destra al recupero di una sua egemonia culturale.** Operazione in sé perfettamente legittima, nella quale però bisognerebbe evitare di inciampare nelle proprie scarpe, com’è accaduto al ministro della Cultura Sangiuliano a proposito della sua proposta di una *fiction* sulla Fallaci (già realizzata e trasmessa anni fa su Rai Uno) o al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara che con eccesso di zelo accademico ha pensato di omaggiare il 9 novembre, anniversario della caduta del Muro di Berlino, con una specie di circolare molto dotta nel merito (è il caso di dire) ma un tantino burocratica nella forma.

A questo punto è lecito attendersi che si replicherà l’iniziativa in tutte le altre giornate che evocano la lotta per la libertà, che le *fiction* le decida la Rai e non il Minculpop di Sangiuliano, che Rampelli ben diriga i lavori dell’Aula senza perdere tempo a edificare un “sovranismo linguistico” nel XXI secolo. Affermare un’egemonia è una roba seria, non queste cose qua.

Di Mario Lavia
