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title: La cicatrice alla francese e la deriva degli smartphone
description: "L'ultimo trend social è un tutorial che insegna come farsi una cicatrice falsa per assumere l'aspetto da duro della gang"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-4-1.jpg
date: 2023-03-06
author: Giovanni Palmisano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/sui-social-tutorial-su-come-farsi-cicatrice-finta-per-sembrare-un-duro/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, giovani, politica, social media, tecnologia]
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# La cicatrice alla francese e la deriva degli smartphone

![cicatrice alla francese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-4-1.jpg)

L'ultimo trend social è un tutorial che insegna come farsi una cicatrice falsa per assumere l'aspetto da duro della gang

Sempre più spesso ci si chiede come faremmo a sopravvivere noi tutti senza telefono e annessa videocamera. Sono tanti e sempre più diffusi gli inviti a disintossicarsi, aumentano le vacanze prenotabili a patto di accettare di non usare la nostra scatola nera o per imparare a non usarla, addirittura** iniziano le proposte di sedute di disintossicazione come quelle rese famose dai film americani** con le espiazioni collettive in cerchio.

Quello scorso **è stato un fine settimana di cui dovremmo vergognarci**: TikTok è piombato nella discussione politica per il divieto, per motivi di sicurezza nazionale, dei *device* ai dipendenti pubblici; Milano ha visto intere vie del centro bloccate da invasati che riprendevano modelli e modelle che attraversavano strade avanti e indietro incuranti di traffico e code, ma anche telefonini puntati su hotel di queste pseudo *star* modaiole del *selfie* prese d’assalto; sino a ciò che ha indignato i più, con** *selfie* chiesti e concessi in camera ardente**.

Solo qualche giorno fa abbiamo ereditato dai cugini transalpini la passione per la cosiddetta cicatrice francese, con tanto di** *tutorial *che insegna come schiacciarsi gli zigomi per auto-procurarsi una cicatrice semi permanente in viso che rimanda ai duri delle *gang***. Il tutto mentre una cittadina festeggiava con fuochi d’artificio, ovviamente ripresi e diffusi in Rete, la fuga dal carcere del *boss* locale.

Un misto di *banlieue*, Sudamerica e moda volgare in salsa globale, dato che **le videocamere ci hanno reso palcoscenico unico in mondovisione continua, con abitudini quasi identiche ovunque**. Lasciamo ai sociologi interrogarsi sul perché e quando tutto ciò sia successo. Di fatto dovremmo solo accettare che quella intrapresa è una via di non ritorno. Siamo ancora qui a leccarci le ferite di una politica che è parte integrante di questo grande *reality*, con **partiti che hanno addirittura scritto il copione del *reality* stesso ormai anni fa**, ‘selfandosi*’*mentre annunciavano la sconfitta della povertà.

**Rimane l’amarezza di non aver accolto la tecnologia come facilitatore delle nostre piccole azioni quotidiane** ma come veicolo perfetto della pigrizia collettiva dei giorni nostri. Sono mancati voglia e coraggio. I *boomer *li avevano probabilmente esauriti entrambi e le nuove generazioni, anziché partire da questi valori, hanno pensato alla scorciatoia: neanche i cattivi siamo più in grado di fare e mostrare una cicatrice finta e fatta a tavolino ci consente di sentirci ribelli e di periferia.

Guardando il *tutorial* della cicatrice (ammetto di averlo visto e rivisto, incredulo) e leggendo le circolari dei presidi di alcune scuole superiori che hanno sentito il dovere di segnalarlo a studenti e genitori, mi chiedevo quanto permanenti siano gli effetti di tale tortura, pensando sollevato che magari prima o poi qualcuno di questi ragazzi si candiderà in politica. Poi però ho ricordato di essere un *boomer* e forse le conseguenze di quella cicatrice esibita in campagna elettorale potrebbero essere esattamente opposte al mio sollievo.

Di *Peter Durante*
