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title: Il Suv giudiziario
description: "Nel circo Barnum della giurisprudenza penale creativa sta emergendo un nuovo reato: essere proprietari o avere il possesso di un Suv"
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date: 2023-11-15
author: Giuliano Cazzola
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categories: [Società]
tags: [Evidenza]
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# Il Suv giudiziario

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Nel circo Barnum della giurisprudenza penale creativa sta emergendo un nuovo reato: essere proprietari o avere il possesso di un Suv

Nel circo Barnum della giurisprudenza penale creativa sta emergendo un nuovo reato:** essere proprietari o avere il possesso di un Suv.** Sta delineando il profilo di questa fattispecie un Grande Inquisitore, recentemente promosso a capo della più importante Procura d’Italia. **Parliamo di Nicola Gratteri, che ha già formulato una presunzione *juris et de jure* (di quelle che non ammettono una prova contraria), secondo la quale chi viaggia in Suv è un «cafone».**

Nonostante lo zelo e la sicumera che lo hanno portato per tanti anni, in Calabria**, a compiere periodiche retate di «presunti innocenti»** (una definizione che Gratteri ha usato durante una conferenza stampa con riguardo agli ultimi arresti effettuati),** il pm *d’antan* nonché beniamino dei *talk show* sa bene che la ‘cafonaggine’ di per sé non è un reato e che alla guida di un Suv al massimo si può incorrere in contravvenzione per eccesso di velocità**. Ma Gratteri ha un asso nella manica e ha già trovato il profilo di reato che trasforma il ‘cafone’ in delinquente.

In proposito si può risalire a una giurisprudenza che risale alla notte dei tempi. Fu per essere stato riconosciuto colpevole di questo reato che Socrate fu condannato a bere un infuso di cicuta. Il filosofo del “conosci te stesso” fu sottoposto a processo **con l’accusa di corrompere i giovani con le sue predicazioni nei vicoli e nelle piazze di Atene**. Ecco allora che il cerchio si chiude intorno alla fattispecie di reato:** il ‘cafone’ che viaggia in Suv corrompe i giovani proponendosi come modello di vita da imitare**. E nello stesso tempo il ‘cafone’ mina l’autorevolezza dei professori i quali, mostrandosi in giro alla guida di una vecchia utilitaria, diventano degli ‘sfigati’ nella considerazione dei loro studenti. **E i genitori non aiutano i figli a crescere ma rimangono loro stessi degli inguaribili Peter Pan e dei ‘cattivi maestri’ perché (dis)educano i ragazzi a dare importanza agli *status symbol* che conferiscono le stimmate del successo nella vita.**

Poi Gratteri ha avuto un soprassalto di deformazione professionale. Le mafie – ha affermato – avvicinano i giovani attraverso TikTok dove vengono, secondo il procuratore,** contrabbandate le illusioni di un benessere privo di valori e indifferente ai rischi della illegalità**. Non poteva mancare la reprimenda verso i presidi che invitano il magistrato di grido a parlare nelle scuole, anziché portare gli studenti a vedere da vicino gli effetti del crimine e della droga. Ma mi pare che la sola differenza esistente fra il presentarsi in aula o in uno studio televisivo stia proprio nel numero delle persone a cui ci si rivolge.** E i giovani possono imbattersi, se seguono i *talk show*, in magistrati che nell’attività professionale si sentono alla guida di un Suv**. E così si comportano.

di* Giuliano Cazzola*
