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title: Un finale che si può cambiare
description: "La storia di Anastasiia e del suo bimbo di due anni: davanti alla tragedia, il gesto di amore e umanità."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-36.png
date: 2022-11-26
modified: 2022-11-25
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/un-finale-che-si-puo-cambiare/
categories: [Società]
tags: [donne, Evidenza, guerra, Italia, Ucraina]
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# Un finale che si può cambiare

![Un finale che si può cambiare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-36.png)

La storia di Anastasiia e del suo bimbo di due anni: davanti alla tragedia, il gesto di amore e umanità.

**Non esiste un lieto fine quando una donna muore uccisa dal proprio marito.** Esistono però storie che dimostrano come oltre il male ci possa essere del bello: **il bimbo di due anni di Anastasiia, scappata dalla guerra in Ucraina e uccisa a Fano dall’uomo che aveva sposato, è stato affidato temporaneamente alla famiglia di un deputato**, poco importa di quale partito. Lei, la mamma di questo piccolo, lavorava nell’osteria di proprietà della famiglia del politico. **E così, davanti alla tragedia, il gesto di amore e umanità**: prendersi cura di un piccolo rimasto ingiustamente orfano. Con una madre che non c’è più e un padre colpevole di averla uccisa. In Italia è arrivata anche la nonna del bimbo e infatti la famiglia che lo ha accolto non ha intenzione di chiedere che Adam, così si chiama, resti con loro. Ma intanto quello che hanno fatto è lodevole. E c’è da sperare che alla nonna, unico pezzo di famiglia rimasto al bambino, venga concesso di restare in Italia.

**Nulla potrà riportare in vita Anastasiia, ma il nostro Paese ha l’occasione di vedere prendere con i fatti una posizione chiara contro due violenze diverse e ugualmente senza senso:** quella della guerra e quella del singolo uomo. Che la storia di Anastasiia abbia così tanto colpito è già una dimostrazione, che quel bimbo sia stato accolto subito da una famiglia italiana ne è un’altra. Non resta che un ultimo tassello da compiere. Ultimo ma non meno importante. Per provare a dare almeno a quel bimbo il futuro sereno che a sua madre è stato ingiustamente negato.

Di *Annalisa Grandi*

 
