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title: Viaggiare in era Covid
description: Oggi è diventato difficile viaggiare. Oltre al costo elevato dei tamponi, il problema rimane se si risulta positivi in un altro Paese.
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date: 2022-01-26
author: Cesare Cicorella
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/viaggiare-in-era-covid/
categories: [Società]
tags: [mondo, Viaggi]
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# Viaggiare in era Covid

![Viaggiare in era Covid](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/viaggiare.png)

Oggi nell'era del Covid è diventato difficile viaggiare. Oltre al costo elevato dei tamponi, il problema rimane se si risulta positivi in un altro Paese. Cosa fare dunque? Non partire più?

**In era Covid ogni certezza è perduta.** A prescindere da disquisizioni teoriche sul metodo con il quale potrebbe essere più ragionevole affrontare la pandemia – astraendosi da più o meno significative riflessioni sulle sue implicazioni esistenziali, sociali, economiche, sanitarie, etiche e chi più ne ha più ne metta – sono gli aspetti più elementari del vivere a risultare profondamente alterati da questa anomalia epocale.

**Partire per un viaggio all’estero**, ad esempio. Non necessariamente di piacere. **Fino a due anni fa si trattava di una decisione che si poteva assumere senza alcuna particolare complicazione.** Era sufficiente organizzare la partenza (in aereo, treno o altro), preparare un bagaglio, prenotare un albergo: adempimenti ai quali non era necessario dedicare particolari attenzioni. **Oggi? Superate le non marginali difficoltà connesse alle operatività organizzative – elencare le quali è obiettivamente stressante – si pone una necessità, che diviene assolutamente assorbente: l’esecuzione del ‘tampone’, la verifica dell’assenza di virus, necessaria per poter viaggiare in sicurezza.** Che si affronta, comunque, con una vaga sensazione di incertezza, un timore non definito che si insinua nella mente, procurando ansie che stentiamo a mettere a fuoco.

Pochi minuti dopo, l’esito. Se positivo, fine del viaggio. Tutto viene azzerato: non si può partire e mestamente – soprattutto se non si fruisce di copertura assicurativa – ci si assoggetta all’obbligo di quarantena; e cara grazia se si è e si rimane asintomatici. Se negativo? Lo scenario che si determina non è meno destabilizzante; solo ora, infatti, iniziamo a realizzare quale sarà il pensiero che ci accompagnerà per tutta la durata del viaggio: il ‘tampone’ al rientro. Una forma diversa della stessa ansia; accentuata, invero: **se fosse positivo che accadrebbe? Dove si dovrebbe ‘scontare’ la quarantena? E il pensiero va rapidamente oltre, proponendo scenari carichi di criticità e contrattempi.**

Meglio non partire, dunque? Rinunciare, in attesa di tempi meno impegnativi? Difficile la risposta: sarebbe una sorta di resa. Fino a che punto si potrebbe arrivare?

di *Cesare Cicorella*
