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title: Il voto alla donne nasce in Francia
description: Il 21 aprile 1944 un’ordinanza del Comitato francese di liberazione nazionale estende il diritto di voto alle donne
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date: 2024-10-05
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/voto-donne/
categories: [Società]
tags: [diritti, politica]
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# Il voto alla donne nasce in Francia

![Voto donne](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1601-1024x639.jpg)

Il 21 aprile 1944 un’ordinanza del Comitato francese di liberazione nazionale estende il diritto di voto alle donne

**Ai primi di ottobre del 1789 c’è una folla di donne che sta marciando lungo le strade di Parigi.** Negli stessi giorni – ma esattamente 155 anni dopo – la medesima scena si ripete, però in contesti e per motivi diversi.

**Nel primo caso c’è una folla arrabbiata che sta lasciando la Capitale per recarsi a Versailles, dove risiede il re Luigi XVI**. Alla base c’è la volontà di portare al sovrano le istanze di un popolo ridotto alla fame che, dopo la presa della Bastiglia, **ha compreso il proprio ruolo sociale e non intende più accettare i privilegi riservati al clero e alla nobiltà.** **Le donne che prendono parte a quella protesta **– nata nei mercati cittadini e divenuta in poche ore estesa all’intera Capitale –** marciano per sei ore sotto la pioggia battente per giungere davanti al re e manifestare le proprie rimostranze**. Quel lungo viaggio sarà uno dei momenti topici nella storia della Rivoluzione francese. Nei giorni successivi infatti, dopo aspri scontri a Versailles, il monarca tornerà a Parigi per stabilirvisi definitivamente, portando con sé un carico di derrate alimentari da distribuire fra i cittadini, scortato da quel plotone di donne che avevano sfidato le convenzioni per affrontare faccia a faccia il potere.

**Di più, quel momento rappresenterà la fine dell’*Ancien* *Régime* e sarà la scintilla che porterà – da lì a due anni – alla nascita della monarchia costituzionale in Francia.** In quel periodo, peraltro, **la nuova consapevolezza assunta dal genere femminile in merito al proprio ruolo sociale contribuisce a far nascere il desiderio di una più attiva partecipazione anche nelle scelte di carattere politico.** Grande sostenitrice di questa tesi è Olympe de Gouges, drammaturga e attivista, che nei suoi scritti sottolinea quanto sia fondamentale l’uguaglianza fra i due sessi all’interno della società. **La questione non è però destinata a risolversi in tempi brevi.**

**Circa 90 anni dopo, nel 1871, il pretendente monarchico Enrico d’Artois presenta (senza successo) una proposta di legge per la concessione del diritto di voto alle donne. **Anche dopo la Prima guerra mondiale il dibattito rimane vivo. **Paradossalmente proprio la sinistra francese** – da sempre sostenitrice dell’emancipazione –** è la principale forza ad opporsi, nel timore che le posizioni conservatrici del gentil sesso possano rivelarsi dannose per il risultato delle urne. **Di contro, nel 1919 il *leader *dell’estrema destra, Charles Maurras, farà propria questa battaglia sottoponendola a più riprese all’attenzione del Parlamento. Poi, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, le cose cambiano. **In sostituzione dei molti uomini impegnati in guerra, le donne divengono la colonna produttiva del Paese garantendo la stabilità dei nuclei familiari**. Inoltre, durante le delicate fasi della Resistenza, il ruolo di quello che veniva considerato il ‘sesso debole’ si rivela fondamentale e strategico nella lotta contro l’occupazione nazista.** A questo punto la questione non è più rinviabile.**

**Il 21 aprile 1944 un’ordinanza del Comitato francese di liberazione nazionale estende il diritto di voto alle donne**. Un provvedimento confermato definitivamente il 5 ottobre 1944 dall’allora governo provvisorio della Repubblica francese, esattamente nello stesso giorno in cui, oltre un secolo e mezzo prima, un gruppo di coraggiose cittadine aveva impresso il proprio marchio nella Storia. Come se quella marcia nata per le strade di Parigi non fosse mai finita. E forse non è ancora destinata a concludersi.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano *
