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title: W il consumismo
description: W il consumismo, senza di esso non avremmo tirato fuori di casa le donne e tutti avremmo sviluppato meno desideri.
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date: 2024-11-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/w-il-consumismo/
categories: [Società]
tags: [Italia, società]
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# W il consumismo

![Consumismo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Consumismo.jpg)

Senza il consumismo non avremmo tirato fuori di casa le donne e tutti avremmo sviluppato meno desideri

La sbornia di Halloween è appena passata: zucche, ragnatele, dolcetti di ogni forgia e gusto, corna da diavolo, asce, mazze, cicatrici, sangue, lapidi e zombie vengono riposti nelle scatole delle famiglie e nei magazzini dei negozi. C’è da far spazio a panettoni e pandori...

Ad accompagnare questa frenesia commerciale sempre lo stesso sottofondo: “Non se ne può più, sempre prima, sempre di più, si fa qualsiasi cosa pur di vendere (incredibile, vero?), ai miei tempi..“. A vincere, però: “È tutto consumismo!“.

**Quando eravamo ragazzi non c’era Halloween, con buona pace degli esorcisti in servizio permanente **effettivo terrorizzati che la baracconata del 31 ottobre possa preludere all’avvento della chiesa del demonio, ma nonne e zie usavano esattamente le espressioni che oggi sono proprie di una certa categoria di commentatori moraleggianti.

Noi, allergici al catastrofismo parolaio e ripetitivo, il consumismo lo benediciamo.** Il consumismo è ricchezza, il consumismo e produzione, il consumismo è una tensione a migliorare un passo alla volta la propria condizione.** Cominciando da quelle minuscole coccole che abbiamo tutto il diritto di concederci e senza le quali le nostre giornate sarebbero più grigie.

Il così vituperato consumismo ha aiutato a definire il trionfo della civiltà occidentale nel secondo dopoguerra. Perché il consumismo è a valle di ben più fondamentali principi che hanno mosso la nostra civiltà negli ultimi ottant’anni: i diritti dell’individuo, la libera iniziativa economica, imprenditoriale e culturale. L’idea che vivendo meglio, avendo più “cose”, si riducano le differenze fra le classi sociali e sempre più donne e uomini avranno il tempo e la condizione psicologica per coltivare i propri interessi, elevarsi, scoprire talenti che nel mondo pre consumistico erano esclusivo appannaggio delle classi privilegiate.

**Senza il consumismo, non avremmo tirato fuori di casa le donne e tutti avremmo sviluppato meno desideri.** I desideri e i sogni sono fra i grandi motori della vita, converrebbe non dimenticarlo.

I profeti del neo ascetismo imputano al consumismo anche un eccesso di omologazione. È indiscutibile come passeggiando per le strade di Madrid, Copenhagen, Dublino o Pavia colpisca il senso di familiarità dato da una serie di brand e catene ma questa preferiamo chiamarla “integrazione”, non “omologazione”.

Per i nostri figli il concetto stesso di “casa” è enormemente più esteso di quanto fosse per la generazione nata fra gli anni Sessanta e Settanta, derivato anche da quella comunità di gusti, mode e abitudini determinata dal consumismo.

Che in fin dei conti è solo un modo deteriore di definire l’economia di mercato o alcuni suoi eccessi indiscutibili.

**Come sempre, sta all’individuo saper distinguere ed equilibrare**, perché la nostra è la società dell’equilibrio - profondamente complesso da raggiungere - fra i diritti e i doveri di ciascuno e il suo libero apporto alla comunità.

Di *Fulvio Giuliani*
