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title: Spettacolo cinico
description: Fare informazione è complesso, ma ormai si fa spettacolo su qualsiasi cosa, guerra e morte compresa.
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date: 2022-04-08
modified: 2024-01-18
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/spettacolo-cinico/
categories: [Evidenza, "L'Italia de La Ragione"]
tags: [giornalismo, Putin, russia, Ucraina]
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# Spettacolo cinico

![Spettacolo cinico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Talk-show-putin-ok.jpg)

Fare informazione è complesso, ma tra pandemia e invasione russa in questi due anni abbiamo toccato vette ineguagliabili di finzione sfruttata per gli ascolti. Ormai si fa spettacolo su qualsiasi cosa, guerra e morte compresa.

 

Perché abbiamo sempre bisogno di un nemico? Perché l’informazione in Italia è costruita sull’assunto che si debba semplificare la realtà a livello (anzi sotto il livello) di sussidiario delle elementari, riducendo tutto a un “me contro te“?

Non c’è una data di inizio di questa debacle qualitativa, di questo cercare solo lo spettacolo. In televisione senza dubbio, ma non solo.

**Sono ormai oltre due anni, fra la pandemia e poi la guerra d’aggressione russa in Ucraina che abbiamo toccato vette difficilmente eguagliabili di animosità**, guerra verbale per bande, finzione sfruttata per i più bassi interessi di ascolto e cassetta. Il risultato è un dibattito regredito a livelli di pollaio, con la caccia al nemico. Il nemico del “popolo“, in questa lettura manichea e ridicola della realtà invariabilmente vessato e sfruttato.

**Così, fra social, Tv e un pezzo mica da ridere della carta stampata, ci siamo dovuti sorbire mesi di riflessioni sulla ‘dittatura sanitaria’** e la fine della democrazia causata dal Green Pass e dai vaccini, per approdare alla vecchia, cara caccia al cattivone occidentale, quando Vladimir Putin ha deciso di azzannare l’Ucraina come un cane rabbioso.

**Mesi e mesi di lettura della realtà semplificata oltre ogni limite sopportabile, senza alcuna remora e rimorso.**

Se pensate che determinati personaggi oggi di moda siano il peggio che ci potesse capitare, è perché l**e emozioni violente della guerra ci hanno fatto dimenticare i guitti della pandemia**, quel caravanserraglio che per mesi ha descritto il nostro Paese come un immenso gulag - citazione voluta - perché ci veniva data l’opportunità di vaccinarci e poter tornare a vivere.

Faccio questo mestiere e quindi** so perfettamente quanto sia facile sbagliare, soprattutto davanti a fatti di elevatissima complessità, ma quello che lascia basiti è come ormai venga codificata l’idea di far spettacolo su qualsiasi cosa, guerra e morte compresa.**

Stamattina mi sono imbattuto nell’intervista a una nota conduttrice televisiva, che è finalmente riuscita a battere la concorrenza grazie allo spazio dato a un soggetto incommentabile e che va tutta fiera del suo… share. Lo share, capite.

E chissene se per il suddetto si parla di bambini come fossero oggetti o si stravolge la realtà osando appellarsi a San Francesco (!).

Tanto, prendi le distanze con un’indifferente piroetta verbale e ti godi le curve degli ascolti. Il futuro del giornalismo.

 

 

di *Fulvio Giuliani*
