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title: Una barbarie che la nostra civiltà respinge
description: "A Piacenza una donna ha denunciato il marito per aver sottoposto le due figlie alla pratica dell'infibulazione."
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date: 2021-09-07
author: Gaia Bottoni
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/una-barbarie-che-la-nostra-civilta-respinge/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [donne, Europa, società]
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# Una barbarie che la nostra civiltà respinge

![Una barbarie che la nostra civiltà respinge](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/immagine-articolo.png)

A Piacenza una donna ha denunciato il marito che ha sottoposto le figlie alla pratica dell'infibulazione.  Un atto di coraggio che va fatto notare.

Ci sono il coraggio di una madre e i valori di cui l’Occidente dovrebbe andare fiero dietro la vicenda terribile denunciata a Piacenza da una donna trentenne originaria dell’Africa. Che si è presentata dai carabinieri per raccontare che il marito mesi prima, durante un viaggio con le figlie minorenni nel loro Paese d’origine, le aveva sottoposte a infibulazione, la pratica che prevede la mutilazione dei genitali femminili.

Una barbarie, che in Italia è punita con il carcere fino a 12 anni anche se commessa all’estero nel caso chi la compia o, come in questo caso, la disponga risiede nel nostro Paese. E che nulla ha a che vedere con la religione: è semplicemente una tortura che resta purtroppo diffusissima in alcune nazioni africane e del sud-est asiatico. Nessuno avrebbe mai saputo quello che era successo in quella vacanza se questa vicenda fosse rimasta confinata là dove è avvenuta. E invece questa mamma che vive in Italia ha deciso di compiere un atto che gli stessi investigatori che hanno aperto il fascicolo definiscono «difficilissimo, una vera e propria richiesta di aiuto».

Voleva che suo marito fosse punito, voleva rompere un silenzio impossibile da sostenere. Un gesto che ricorda quello del bimbo rom che a Roma ha denunciato la madre che lo picchiava, e che al di là della singola vicenda ha un enorme significato culturale. Perché rappresenta la vittoria di valori in certe culture ancora completamente ignorati e il trionfo seppur faticoso di un modello di società in cui la violenza non è tollerata.

di *Gaia Bottoni*
