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title: Verde speranza
description: Quando scoppia un incendio è ragionevole che si corra a fare in fretta. Se non si ha altro ci si passa a mano i secchi d’acqua.
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date: 2021-09-21
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/verde-speranza/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [Ambiente, cambiamento]
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# Verde speranza

![Verde speranza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Evidenza-sito-5-1.png)

La partita della transizione ambientale tra tecnologia e nucleare di nuova generazione.

Quando scoppia un **incendio** è ragionevole che si corra a fare in fretta. Se non si ha altro ci si passa a mano i secchi d’acqua, altrimenti si provvede con estintori e si chiamano i pompieri. Se, invece, s’invoca l’uso di un **lanciafiamme** è il caso di fermarsi, non farsi travolgere dalla fretta e ragionare: l’incendio lo vuoi spegnere o attizzare? Ragionare con realismo aiuterebbe a evitare che la **transizione ambientale** si trasformi in una transazione letale.

Per avere un mondo pulito non ci vuole meno, ma **più energia**. Nel mondo ricco ridurre il consumo di energia mediante aggravi fiscali servirebbe solo a innescare le rivolte dei meno ricchi (prego ripassare il capitolo francese dei gilet gialli). Nel mondo povero quella riduzione è solo una atroce barzelletta, visto che di energia ne consumano troppo poca. L’energia non serve solo ad azionare le nostre macchine e i nostri riscaldamenti, ma anche a produrre, per esempio, i **fertilizzanti**. Riuscite a immaginare qualche cosa di più verde dell’agricoltura? Ebbene: riceve sgravi fiscali per l’uso dei carburanti inquinanti e ha bisogno di energia, altrimenti si torna alla carestia. Il tema, quindi, è[come avere più energia sporcando meno](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/eclisse-nucleare/).

Di che sporco parliamo? Tutta l’attenzione si concentra sull’emissione di **gas CO2**. Il Paese europeo che ha la minore incidenza di CO2 sulla generazione di ricchezza (Pil) è la **Francia**. Ci riesce perché ha **58 centrali nucleari**, alcune delle quali cominciano a essere vecchie. In **Europa** ce ne sono **185**. In Ue 128. La nostra **Enel** ne sta costruendo una in Slovacchia. Perché noi ci siamo atomicamente suicidati nel 1987 e portiamo fuori dai confini queste capacità produttive. Comunque: se c’è un incendio cerchi l’estintore, se vuoi diminuire gas CO2 usi energia che non ne genera, come il nucleare. Ma ci sono le rinnovabili, il sole e il vento, ci si dice.

Dal **2005** **a oggi**, nel mondo, si sono spesi **3.800 miliardi di dollari** per aumentare queste fonti, che oggi coprono il 5% del fabbisogno. **Petrolio, carbone e gas superano l’80% nel mondo e il 75% in Italia** (però noi importiamo il 6% dell’energia elettrica che consumiamo, prodotta con il nucleare). I consumatori italiani pagano, in bolletta, ogni anno, **11 miliardi di euro** per sussidiare eolico e solare. Che sono verdi ma avversati dagli ambientalisti, perché i parchi solari sono distese di specchi neri, mentre le pale eoliche modificano il paesaggio e, le ultime, sono alte 150 metri con un’apertura alare di 180. Non proprio invisibili.

[Dal 2035 si potranno vendere solo vetture con motore elettrico](https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/diffusione-auto-elettriche-legata-alla-crescita-del-potere-dacquisto/). Bello, però non solo si dovranno [moltiplicare i punti di ricarica](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cara-auto-elettrica-dove-ti-ricarico-le-colonnine-ancora-un-miraggio/), ma a meno di circolare la notte e ricaricare durante lo splendere del sole – o circolare solo quando c’è vento, andando praticamente a vela – si dovrà aumentare l’energia elettrica immessa in rete, altrimenti quando arriviamo sul posto di lavoro e mettiamo[in carica milioni di vetture salta tutto](https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/lurgenza-della-transizione-ecologica-divide-lindustria-automobilistica/). Come la produciamo?

La partita si gioca sul salto tecnologico, riguardante tanto le batterie (che cambiano la geopolitica del petrolio e del gas in geopolitica delle terre rare) quanto il nucleare di nuova generazione. Altrimenti ci stiamo prendendo in giro e autodemolendo, visto che la **Cina** ha in costruzione **48 centrali a carbone** e in Germania aumentano la produzione da quella fonte e affrontano un attrito con gli Usa pur di non mollare il gas russo. Nel mondo si useranno tutte queste fonti – tutte – disincentivando (forse) fiscalmente le inquinanti.

Nel mondo ricco vince chi va più avanti con la tecnologia di batterie e reattori. Fuori da questo resta il verde speranza, che tinge di sé la certezza di fallire l’appuntamento con la sfida ambientale. Le scelte per il **2035** e il **2050** si fanno oggi. E sentirsi dire che entrano in funzione fra dieci anni dà l’impressione di parlare con chi ha scarso comprendonio.

 

Di *Davide Giacalone*
