---
title: Videogame, controllo alla cinese
description: Con la scusa della protezione dei bambini dalla dipendenza da gioco, verranno controllati i dati personali e la durata delle loro partite.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Qui-Rido-io-2-1.png
date: 2021-09-08
author: Rudy Bandiera
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/videogame-controllo-alla-cinese/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [adolescenti, covid19, genitori]
---

# Videogame, controllo alla cinese

![Videogame, controllo alla cinese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Qui-Rido-io-2-1.png)

Con la scusa della protezione dei bambini dalla dipendenza da gioco, verranno controllati i dati personali dei giocatori e la durata delle loro partite.

**Nic Yee** è co-fondatore e responsabile dell'analisi di **Quantic Foundry**, una società di consulenza sull'analisi dei giochi. Un suo studio si propone di comprendere [come si differenziano i giocatori di videogame](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/i-videogame-sono-giochi-la-responsabilita-e-un-dovere/) e quali siano le loro motivazioni al gioco anche in relazione al genere, all’età e ai comportamenti tenuti durante le partite.

Senza entrare nel dettaglio delle sue conclusioni, si può dire che è facile identificare i videogiocatori con uno stereotipo così come è altrettanto facile attribuire loro a priori delle attitudini devianti.

La realtà dei fatti è che la gente gioca per tanti motivi diversi e che lo stesso videogame può avere un diverso impatto sulle abitudini di una persona a seconda di come questa decida di comportarsi durante il gioco.

A metà del 2018 l’**Organizzazione mondiale della sanità** ha riconosciuto la **dipendenza da videogiochi** (gaming disorder) come una patologia, inserendola nell'**International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems** che sarà effettivo dal 1° gennaio 2022.

Poco più di un anno dopo, a marzo 2020, sempre l’Oms ha però promosso una campagna che invitava a restare a casa a giocare, da soli o insieme, ai videogame con l’obiettivo di incoraggiare le persone a seguire le raccomandazioni sul distanziamento sociale per evitare la diffusione del **Coronavirus**.

È quindi evidente che certificare se i videogiochi facciano bene o male rimane nell'ambito dell’equilibrio e del trattare gli stessi come si tratta il vino: un uso parsimonioso va bene, un eccesso no.

Veniamo ora al punto: in Cina i minori non potranno giocare più di **tre ore a settimana**, dalle 20 alle 21 da venerdì a domenica. La decisione è stata motivata come «prevenzione della dipendenza dei minori dai giochi online». In che modo?

### Come fa lo Stato a sapere chi e da quanto tempo sta giocando?

Attraverso un **rigoroso controllo degli accessi** tramite nome reale e riconoscimento facciale: [i giocatori](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/il-gusto-di-vedere-i-campioni-giocare-ai-videogame/) dovranno dire chi sono, certificare età e identità mettendoci letteralmente la faccia e lasciando che siano i gestori dei videogame a controllare la veridicità delle informazioni fornite.

Dietro alla bandiera della protezione dei minori il Dragone di Pechino sta insomma studiando, schedando e di fatto controllando le persone nelle proprie case, annichilendo il libero arbitrio e la responsabilità genitoriale, sostituendosi a mamma e papà, [ergendosi a Grande Fratello](https://laragione.eu/media/podcast/realta-virtuale-la-next-generation-dei-videogame-piermarco-rosa/).

La **democrazia** è dare la possibilità alle persone di scegliere (libero arbitrio) accettando le conseguenze delle proprie scelte (responsabilità) ma questo, evidentemente, vale appunto soltanto in una democrazia.

 

Di *Rudy Bandiera*
