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title: WhatsApp può leggere i nostri messaggi
description: La piattaforma di messaggistica è schiacciata tra gli utenti che vogliono segretezza e le richieste della sicurezza pubblica. 
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date: 2021-09-14
author: Rudy Bandiera
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/whatsapp-puo-leggere-i-nostri-messaggi/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [Italia, social media]
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# WhatsApp può leggere i nostri messaggi

![WhatsApp può leggere i nostri messaggi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Articolo-Rudy-Bandiera.png)

La piattaforma di messaggistica è schiacciata tra gli utenti che vogliono segretezza, (scambiandola per privacy) e le richieste della sicurezza pubblica.

Nel marzo 2019 Mark Zuckerberg, ceo di Facebook, ha affermato che «**il futuro della comunicazione si sposterà sempre più verso servizi privati in cui le persone possono essere sicure di ciò che si dicono l'un l'altro**». La visione di Zuckerberg era incentrata sulla crittografia *end-to-end* (scritta in tutta le nuove *chat* di Whatsapp), che rende i messaggi ‘illeggibili’ fino a quando non raggiungono la destinazione. I messaggi di WhatsApp sono così sicuri, ha detto Zuckerberg, che nessun altro, nemmeno l'azienda, può leggere una parola. Ma è proprio così? Secondo un’approfondita inchiesta del sito [propublica.org](https://www.propublica.org/article/how-facebook-undermines-privacy-protections-for-its-2-billion-whatsapp-users), ripresa dalle principali testate *tech* di tutto il mondo, queste rassicurazioni non sono vere. 

**WhatsApp ha più di mille lavoratori che riempiono edifici ad Austin, Dublino e Singapore, dove esaminano milioni di contenuti degli utenti**. Il contenuto è sì crittografato e i sistemi di intelligenza artificiale non possono leggere le *chat*, ma i revisori umani ottengono l'accesso ai contenuti quando un utente preme il pulsante “segnala” sull'*app*. Questo inoltra a WhatsApp, in forma non criptata, cinque messaggi: quello presumibilmente offensivo insieme ai quattro precedenti nello scambio, comprese immagini o video.** Successivamente l'intelligenza artificiale attiva altri controlli scansionando i dati non crittografati che WhatsApp raccoglie sui suoi utenti, confrontandoli con schemi sospetti** (un *account* che invia rapidamente un volume elevato di *chat* è ad esempio la prova di *spam*). **I dati non crittografati sono numerosi e includono i nostri nome e numero di telefono, la potenza del segnale *****wireless* e molte altre informazioni, come un elenco di eventuali *account***** Facebook e Instagram correlati**. A questo punto, sempre secondo “ProPublica”, i revisori di WhatsApp hanno tre scelte: non fare nulla, mettere l'utente in ‘osservazione’ oppure bannare (bloccare) l'*account*.

Come altre piattaforme, WhatsApp è schiacciata tra gli utenti che vogliono segretezza (scambiandola per *privacy*) e le forze dell'ordine che chiedono il contrario. Quello che manca è la trasparenza, visto che da un’azienda che nella *policy* di utilizzo scrive «Non possiamo leggere o ascoltare le tue conversazioni personali» mi aspetto semplicemente che le mie *chat* siano solo mie. I controlli sono corretti nella misura in cui sono trasparenti: chi li fa, per cosa, con quali regole e in base a quali normative, esattamente come per telefonate ed *sms*. Lasciare questa patina opaca su colossi da due miliardi di utenti non fa altro che spostare i furbi in altri posti e atterrire le brave persone.

di *Rudy Bandiera*
