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title: Classici e videogiochi
description: hi ha continuato a coltivare negli anni la passione per i videogiochi non ha potuto fare a meno di affezionarsi a serie divenuti dei classici
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date: 2025-11-08
author: Piermarco Rosa
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categories: [Recensioni]
tags: [videogiochi]
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# Classici e videogiochi

![Classici](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/UNA-FOTO-662-1024x639.jpg)

hi ha continuato a coltivare negli anni la passione per i videogiochi non ha potuto fare a meno di affezionarsi a serie e a titoli che poi sono arrivati a essere definiti dei classici

Chi ha continuato a coltivare negli anni la passione per i videogiochi non ha potuto fare a meno di affezionarsi a serie e a titoli che poi sono arrivati a essere definiti dei classici, venendo riproposti e aggiornati nel tempo.

Gli amanti dei giochi di ruolo *fantasy*, soprattutto quelli di matrice giapponese con le battaglie a turni, andranno matti per l’imperdibile “Dragon Quest I & II HD-2D Remake”, attesa riedizione dei primi capitoli della storica saga che incanta già a partire dalla peculiare estetica coi personaggi in *pixel art* inseriti in scenari tridimensionali per dar vita a diorami animati e ricchi di particolari che sono una vera e propria gioia per gli occhi. Ritrovandosi nei panni di indomiti eroi medievali, bisognerà sconfiggere le forze del male e riportare la pace nel regno. Oltre alla grafica rinnovata, sono da segnalare i miglioramenti del *gameplay* e la colonna sonora riorchestrata in forma sinfonica. Menzione di merito per l’inedita localizzazione dei testi in italiano.

Una delle serie giapponesi *puzzle action* più bizzarre e divertenti è quella di Katamari, nata nel 2004 su PlayStation 2, di cui l’eccellente “Once Upon A Katamari” è il nuovo episodio da non lasciarsi sfuggire. Spingendo una sorta di palla appiccicosa, bisognerà rotolare attraverso i livelli ambientati in differenti epoche, inglobando lungo il cammino oggetti via via più grandi – palazzi compresi – fino a raggiungere una determinata dimensione, magari entro un tempo limite o raccogliendo elementi di uno specifico tipo. E lo spasso raggiungerà nuove vette nella modalità di sfida *online* fino a 4 partecipanti per creare la palla più grande. Fiore all’occhiello è la pittoresca grafica 3D in stile *low-poly* che valorizza il tono surreale e umoristico di questa perla videoludica.

I *fan* dei cabinati a gettone andranno matti per l’emozionante “The House of the Dead 2: Remake”, che ripropone con una veste grafica ammodernata il famoso sparatutto *horror* in prima persona del 1998. Giunti in una cittadina infestata da *zombie* e altre mostruosità assortite, bisognerà farsi strada sparando a più non posso e massacrando nemici in un frenetico tripudio *splatter*, mentre ci si muove automaticamente e si tenta il salvataggio di alcuni superstiti. Un nutrito arsenale di armi sbloccabili, la modalità Boss e l’opzione di percorsi differenti donano varietà e longevità a questo adrenalinico prodotto che risulterà ancor più godibile insieme a un amico via *multiplayer* cooperativo locale. Ciliegina sulla torta l’opzione di mira giroscopica sul DualSense di PS5.

Nel 1987 “Double Dragon” lanciò nelle sale giochi la moda dei picchiaduro a scorrimento orizzontale, dando inizio a una serie di successo in cui il recente “Double Dragon Revive” spicca come avvincente rivisitazione in tre dimensioni. Tornano i fratelli Billy e Jimmy Lee che – insieme all’amica Marian e al *ninja* Ranzo – dovranno sgominare una pericolosa *gang* metropolitana a suon di cazzotti, calci e speciali tecniche marziali. Partendo dalle strade di periferia fino al covo dei famigerati criminali, si attraverseranno otto livelli combattendo (da soli o, ancor meglio, in compagnia di un altro giocatore) orde di sgherri per sgominare poi gli insidiosi *boss* di ogni zona. Da lodare la stupenda colonna sonora che rielabora in chiave *synth rock* i temi e le sonorità tipiche della serie.

Battaglie strategiche a turni, carte da giocare e un’adorabile grafica *cartoon* in *pixel art* a 16 *bit* sono gli ingredienti vincenti del meraviglioso “Lost in Fantaland”, appassionante *roguelite* che fa della varietà il suo punto di forza grazie pure alla generazione procedurale del mondo *fantasy* in cui è ambientato. Esplorando mappe create a mo’ di scacchiera tradizionale, bisognerà duellare contro scheletri e altri mostri utilizzando le carte del proprio mazzo (che si potrà personalizzare e potenziare a piacimento). L’immediatezza del *gameplay*si fonde alla perfezione con un’appagante profondità del sistema di gioco che rende ogni partita sempre diversa e coinvolgente. Un titolo che farà la felicità di chi predilige la tattica e il *look vintage*.

di *Piermarco Rosa*
