---
title: Il lampo di Flash
description: "Il reboot di un eroe che portò gli universi paralleli nella Dc Comics: Flash"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-437.jpg
date: 2023-07-05
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/recensioni/flash/
categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
---

# Il lampo di Flash

![Flash](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-437.jpg)

Il reboot di un eroe che portò gli universi paralleli nella Dc Comics: Flash

**Gardner Fox prova a fare l’avvocato per due anni**, ma nel 1937 New York non si è ancora ripresa dalla Grande depressione. Stanco delle ristrettezze della professione forense, **decide quindi di iniziare a collaborare in qualità di sceneggiatore con la casa editrice di fumetti National Comics Publications.** Sin da piccolo la sua curiosità l’ha portato a divorare le intere bibliografie dei Tarzan e John Carter di Marte di Edgar Rice Burroughs, i romanzi marziali e orientaleggianti di Harold Lamb e le avventure indiane scritte dal seguace della teosofia Talbot Mundy; **così la prospettiva di unirsi alla schiera delle loro prolifiche fantasie lo alletta alquanto**. Nel nuovo ambiente lavorativo della National – cioè quella che poi diventerà la Dc Comics – **si fa notare in breve tempo e l’editore Max Gaines decide di affidarsi alla sua creatività per il lancio di un nuovo personaggio**.

In realtà i proprietari della National sono l’ucraino Jacob Liebowitz e il rumeno Harry Donenfeld, entrambi naturalizzati americani. Gaines ha però ottenuto un finanziamento da Donenfeld con cui avvia un suo sotto-marchio editoriale – la All-American Publications – che realizza fumetti comunque distribuiti sotto il marchio della National. **Si tratta dunque di una redazione separata dove tuttavia Liebowitz figura quale co-proprietario.** Un accordo intricato che dà l’idea di quanto interesse ci sia all’epoca attorno alla stampa fumettistica e che **nel gennaio 1940 consente la stampa della rivista a fumetti “Flash Comics #1”**.

**«*Introducing The Flash… Fastest man alive!*» recita la copertina dell’albo e nel disegno si vede in effetti l’eroe intercettare a mani nude un proiettile** in procinto di colpire una donna, ma il suo aspetto manderebbe in confusione un *fan* odierno. **Nella sua prima apparizione e fino al 1951 il Flash ideato da Fox e disegnato da Harry Lampert è molto lontano dall’attuale gusto d’abbigliamento per i metauman**i (il termine che Dc Comics usa per indicare i superuomini). Veste un elmetto d’acciaio – sullo stile di quello dei soldati britannici – adornato da due alucce simili a quelle del dio greco Hermês, che vengono raddoppiate sulle caviglie.** Un pantalone blu e una maglietta rossa attillati completano la *mise* bizzarra.** Essendo Lampert più interessato al fumetto comico (a cui si dedicherà presto in maniera esclusiva), la caratterizzazione dell’eroe è stata lasciata al gusto di Fox, che vi ha infuso il suo amore per l’estetica della fantascienza atipica che è solito leggere.** Pertanto il costume attuale di Flash** – una tuta integrale rossa e gialla meno *kitsch* (ma anche più banale) che mantiene le alette sul capo e sulle caviglie – **si deve invece al *reboot* del personaggio.**

Come molte altre, dopo la Seconda guerra mondiale vanno in crisi le testate in cui appare il personaggio e per cinque anni le sue apparizioni cessano del tutto. **Nell’ottobre del 1956 ritorna però con una nuova identità e un nuovo aspetto; per spiegare il cambiamento viene quindi pubblicata una storia** (“Flash dei due mondi”) in cui le due versioni del personaggio s’incontrano, introducendo il concetto di universi paralleli nel mondo narrativo della Dc Comics.

di* Camillo Bosco*
