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title: Fondazione Rovati, etruschi e mecenati nel cuore di Milano
description: "Alla Fondazione Luigi Rovati l’archeologia si unisce all’architettura e all’arte, l'antichità al  mistero contemporaneo "
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date: 2022-11-24
author: Franco Vergnano
url: https://laragione.eu/recensioni/fondazione-rovati-etruschi-e-mecenati-nel-cuore-di-milano/
categories: [Recensioni]
tags: [mostre, recensioni]
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# Fondazione Rovati, etruschi e mecenati nel cuore di Milano

![Fondazione Rovati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-135.jpg)

Alla Fondazione Luigi Rovati l’archeologia si unisce all’architettura e all’arte, l'antichità al  mistero contemporaneo

Milano centro, esterno giorno. Se passate da corso Venezia 52 e – attratti da un edificio storico appena ristrutturato – avete la sfacciataggine di chiedere informazioni, così interrompendo il lavoro di una ragazza che sta armeggiando con molta attenzione attorno a una teca,** otterrete un sorriso condito da una gentilissima ed esaustiva risposta**. Solo dopo, forse, **realizzerete che non è ‘soltanto’ una curatrice appassionata ma l’amministratore delegato di un paio di aziende** (di cui una *biotech*) e che la teca è allarmata e blindata visti i preziosi e unici reperti che contiene, alcuni risalenti a 3mila anni fa.

**Sui bastioni spagnoli è infatti stata aperta al pubblico la Fondazione Luigi Rovati, con un’operazione di mecenatismo di grande significato**. I due figli dello scienziato-imprenditore della Rottapharm di Monza (Luca e Lucio, docente e ricercatore *biotech*) **hanno deciso di farne un museo permanente sugli etruschi**, passione del fondatore. **Un luogo nel quale l’archeologia si unisce all’architettura e all’arte**. Dall’antichità avvolta nel mistero al contemporaneo, insomma, con una *hall* pensata dall’architetto** Mario Cucinella** come una piazza che si apre alla città per dare continuità al **Planetario Ulrico Hoepli**, proprio di fronte, verso il giardino progettato da Marilena Baggio (specialista di architettura del benessere dalla cifra terapeutica). **Lo spazio verde è concepito come ‘aperto’**, di libero accesso per tutti i milanesi e non soltanto per i visitatori del museo.

Costruito nel 1871 dal principe di Piombino, il palazzo è appartenuto alle famiglie Bocconi e Rizzoli. Adesso i Rovati, dopo averlo acquistato, **gli hanno ridato nuova vita quale sede della loro Fondazione**. **La struttura intende dialogare, sul piano espositivo, anche con una collezione di arte contemporanea nata dai conferimenti personali dei membri della famiglia**. Seguendo l’esempio dei migliori *benchmark* stranieri, l’iniziativa ospita anche un ristorante stellato (dello *chef* Andrea Aprea), un *bistrot*, una casa editrice (Johan & Levi) e un *merchandising* raffinato.

Considerato tutto l’indotto, **l’operazione ha una ricaduta complessiva di 80 milioni di euro, con oltre 500 posti di lavoro.** L’intera organizzazione grava sulle spalle **della nuora di Luigi Rovati**, solare e determinata quanto poco incline all’ostentazione. Tratto e personalità che permeano l’intero ambiente, a partire dai locali della mostra. Non per niente, rifacendosi forse al famoso «*Demarketing, yes demarketing*» del guru Philip Kotler (pubblicato sull’“Harvard Business Review”), **Giovanna Forlanelli ha saltato l’inaugurazione e offerto l’entrata *gratis* per tutto il primo mese**. Questo non solo per *understatement* ma per inviare un segnale ai *fan* del “rito ambrosiano” che avrebbero magari preferito un ‘evento’ con inviti a numero chiuso. Che dire?** Fedeltà alla propria cultura d’impresa**, infusa nel Dna imprenditoriale dal fondatore, figlio di contadini e allievo (meritevole) del collegio Ghisleri di Pavia.

di *Franco Vergnano*
