---
title: Il pugno di Kenshirō
description: Il suo protagonista Kenshirō Kasumi è quindi un personaggio caratterizzato da un pugno sempre pronto a correre in aiuto dei disperati.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-260.jpg
date: 2023-03-22
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/recensioni/kenshiro/
categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
---

# Il pugno di Kenshirō

![Kenshirō](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-260.jpg)

Kenshirō e la forza al servizio degli ultimi che conquistò l’immaginario italiano

In giapponese *ken* sta per pugno e pertanto il *manga* “Hokuto no Ken”** significa pugno del Carro del Nord**. **Il suo protagonista Kenshirō Kasumi è quindi un personaggio caratterizzato da un pugno sempre pronto a correre in aiuto dei disperati.**

Questo fumetto scritto dal giapponese **Buronson** –* nom de plume *di Yoshiyuki Okamura, in onore della sua somiglianza all’attore Charles Bronson – **è ambientato in un futuro apocalittico in cui la Terra è devastata dagli effetti di un conflitto atomico mondiale**. Esordita nel 1983 con i disegni di Tetsuo Hara sulla rivista “Weekly Shonen Jump” della casa editrice nipponica Shueisha (dopo che questa ne aveva pubblicato un prototipo su “Fresh Jump”), **la storia dipinge l’umanità sopravvissuta impegnata a resistere alle vessazioni dei predoni che si aggirano nei deserti e nelle rovine delle vecchie città**, arrivando addirittura a imporre la schiavitù. A difendere immancabilmente i più deboli interviene però** il pugno di Kenshirō, sessantaquattresimo maestro della Sacra scuola di Hokuto** (*Hokuto Shin Ken*), una disciplina immaginaria che insegna a colpire gli *tsubo* – i punti di pressione – **del corpo dell’avversario provocandone in pochi secondi l’esplosione**. Basta ricevere un colpo e per il nemico è come se iniziasse un *countdown *verso l’implosione, tanto che la frase «*Omae wa mō shindeiru*» (Tu sei già morto) è un tormentone della saga.

**L’estrema violenza dell’ambientazione e dei combattimenti è però assai stemperata da alcuni dettagli,** a partire dal *character design *grottesco e lombrosiano. I nemici di Kenshirō – uomo dallo sguardo serissimo e dal fisico perfetto (eccezion fatta per le sette cicatrici che disegnano sul suo petto la costellazione del Carro del Nord) – **sono caratterizzati da corpi paradossali**. **Sfregiati e muscolosissimi oppure obesi e titanici, esibiscono *piercing*, capigliature *punk* nonché armature più vicine all’estetica *camp ***(simili al costume di Sean Connery nel film “Zardoz”) che a quella post apocalittica. I mezzi di locomozione sono ancora più capricciosi, con moto o *dune buggy* che la fanno da padrone mentre la nemesi finale della serie – Raoul (Raō in originale) – preferisce addirittura muoversi su un colossale cavallo dall’icastico nome “Re Nero”.

**Quando nel 1984 l’*anime *tratto da questo fumetto arrivò in Italia**, a colpire il nostro immaginario collettivo **fu soprattutto la decisione di rappresentare le scene cruente delle esplosioni con delle *silhouette* nere che si deformavano su campiture di colore rosso**. Una scelta che amplificò l’impatto iconico della serie, accompagnata dalla suggestiva sigla scritta da Lucio Macchiarella e cantata da Claudio Maioli (sotto lo pseudonimo “Spectra”), **che ancora suscita spontanei canti corali nella generazione che la vide per la prima volta decenni fa sul canale Italia 7.**

di Camillo Bosco
