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title: La compostezza di Max Fridman
description: Vittorio Giardino come esempio di proficua complementarietà tra disegno e racconto di Max Fridman, il suo personaggio più elegante
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-24.jpg
date: 2022-12-28
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/recensioni/la-compostezza-di-max-fridman/
categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
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# La compostezza di Max Fridman

![La compostezza di Max Fridman](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-24.jpg)

Vittorio Giardino come esempio di proficua complementarietà tra disegno e racconto di Max Fridman, il suo personaggio più elegante e iconico. Un eroe sobrio.

**«Sembri un personaggio di Vittorio Giardino»** è stato uno dei più bei complimenti ricevuti. In effetti il completo Principe di Galles che indossavo ricordava assai l’*allure *da *englishman* di Max Fridman, il suo personaggio più famoso. La somiglianza si fermava qui: **Maximilien David “Max” Fridman è rosso di barba e capelli, è un’ex spia francese trasferitasi a Ginevra e soprattutto è nato il 4 gennaio 1898**. In “Rapsodia ungherese”, fumetto pubblicato per la prima volta nel 1982, è un trentottenne già separato che irrompe nell’immaginario collettivo scendendo da un treno alla stazione centrale di Budapest. Indossa un elegante cappotto giallo con manica *raglan* e la sua missione è indagare sugli omicidi seriali ai danni dei membri di “Rapsodia”, l’organizzazione che raccoglie gli agenti segreti di Parigi nella capitale ungherese.

Ambientata nel 1936, **l’avventura rocambolesca di Fridman si svolge sullo sfondo di un’Europa inquieta: Hitler ha già preso il potere in Germania mentre tutti sembrano avere occhi soltanto per il pericolo bolscevico a Est**. L’intrigo mitteleuropeo congegnato da Giardino sorprende non di rado il suo protagonista. Nonostante la sua esperienza e il suo acume siano tenuti in gran merito dai superiori, Max si ritrova spesso travolto da quel che accade. Lo scoppio di una bomba lo porta persino a tremare per lo *shock*, così distinguendolo dalle spie *glamour* della tradizione occidentale ma senza impedirgli – pagina dopo pagina – di guadagnarsi la stima del lettore. Riservato e caparbio, indaga dando prova di una capacità d’animo che non lascia indifferente il mondo femminile, al quale si dedica senza cascamortismi.

**Fridman è un eroe sobrio**, che si muove all’interno di scenografie fra le più ricche del fumetto italiano d’ogni tempo. Seppure questa e le successive avventure del personaggio offrano intrecci emozionanti e un ottimo gusto nella scelta del contesto storico, è l’abilità grafica di Giardino che spesso lascia una traccia indelebile nella memoria di chi legge. A una prima occhiata sarebbe facile scambiarlo per un fumetto francofono, data la *klare lijn *(la neerlandese **“linea chiara”, cioè il particolare stile di disegno codificato da Joost Swarte**) con cui sembrano disegnate le vignette: sfondi particolareggiati, personaggi rappresentati in maniera realistica, colori dipinti con poche ombre e sapienti accostamenti cromatici. Si tratta però di un *false friend *grafico, in quanto i primi passi di quel particolare stile si mossero quasi in contemporanea con quelli della pubblicazione del primo album.

**Lo stile tenue e netto sviluppato da Giardino** – di cui lui stesso rintraccia le basi in maestri del fumetto come Floyd Gottfredson, Hugo Pratt, Carl Barks e Jean Giraud – **è un genuino, naturale e indispensabile complemento alle storie vissute da Max Fridman**. Un eroe impegnato a tentare di frenare con la sua compostezza formale e morale l’irresistibile sfacelo del Vecchio Continente alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

di Camillo Bosco
