---
title: La sopravvivenza di Ken Parker
description: Il personaggio di Berardi e Milazzo in anticipo sui tempi ma il successo delle riedizioni ha mostrato come Ken Parker sia insostituibile
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-55.jpg
date: 2022-11-30
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/recensioni/la-sopravvivenza-di-ken-parker/
categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
---

# La sopravvivenza di Ken Parker

![La sopravvivenza di Ken Parker](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-55.jpg)

Il personaggio di Berardi e Milazzo in anticipo sui tempi ma il successo delle varie riedizioni ha mostrato senza dubbio come Ken Parker rappresenti qualcosa di insostituibile per i suoi lettori.

**L’epica gutenberghiana di Ken Parker ebbe inizio nel 1974** quando Sergio Bonelli, l’uomo a capo di quella che all’epoca si chiamava Cepim e che ora conosciamo col nome di Sergio Bonelli Editore, si decise ad avviare una collana antologica di storie *western* di nome “Rodeo”. Con questa iniziativa puntava a incassare l’attenzione dei numerosi lettori che rendevano gli albi di Tex invitti campioni di vendite in edicola.

Quando **Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo avevano presentato all’editore la loro storia inedita**, questi ne era rimasto così colpito da proporla in una serie eponima. **Il personaggio protagonista prendeva in prestito la fisionomia di Robert Redford** nel film “Corvo rosso non avrai il mio scalpo” (uscito appena due anni prima) per rappresentare un uomo dallo spirito votato alla ricerca e al dubbio. Jedediah Baker – il primo nome affibbiatogli – non possedeva infatti nessuna verità in tasca pronta a imporsi, nel bene e nel male, con una pioggia di proiettili sulla società. Era invece un *trapper* che aveva mutuato la *weltanschauung *(concezione del mondo) dalla sua professione di cacciatore per mezzo di trappole (appunto *trap*,* *in inglese). Un mestiere fatto di pazienza e pianificazione, che prescrive l’utilizzo del metodo volta per volta più consono per catturare la preda desiderata. Ben diverso, insomma, dalle abitudini del classico cacciatore abituato alla pratica di snidare e colpire.

Una tale scelta, portata alle estreme conseguenze creative, aveva dato vita a **un protagonista dotato di un umanesimo spontaneo e irriflesso**: rimastone colpito, Bonelli si limitò a proporre una semplificazione del battesimo originale caratterizzato da troppe dentali. «**Ken Parker è un albo la cui poesia ha spesso il sopravvento sull’azione**, i dialoghi hanno più importanza degli spari e dei cazzotti, e il montaggio e lo stile narrativo sperimentano continuamente nuove idee e soluzioni» così descrisse il nuovo personaggio giunto nelle edicole italiane nel giugno 1977.

**La serie appare quindi come un *bildungsroman***** (romanzo di formazione)** in cui il personaggio principale viene modellato dalle avventure, l’esperienza delle quali porta a evolvere i suoi sentimenti e pensieri. Il positivo disorientamento nel trovare un “eroe fallibile” viene poi **accentuato dai disegni di Milazzo** – essenziali e simili a veloci *sketch* – che tratteggiano ma non definiscono, aumentando il carattere evocativo (anziché descrittivo) del fumetto.

Apprezzato dalla critica specializzata e oggetto di un culto istantaneo da parte di una schiera di *fan* accaniti, **Ken Parker lasciò subito il segno nella storia di casa Bonelli** senza però incidere in quella dei suoi bilanci. Così, dopo la pubblicazione di 59 numeri, la testata chiuse nel 1984 per trasferirsi su riviste fumettistiche specializzate come “Comic Art” e “Orient Express”. A questo seguirono altri passaggi che la portarono alla pubblicazione in autonomia, poi di nuovo in Bonelli e infine alla chiusura seguita però da due ristampe: prima con Panini e in ultimo con Mondadori.

Se la sua travagliata storia editoriale lo definisce come **un prodotto forse troppo in anticipo sui tempi**, il successo delle varie riedizioni ha mostrato senza dubbio come il personaggio di Ken Parker rappresenti qualcosa di insostituibile per i suoi lettori. **Nel 1974 la delusione post-sessantottina dello sceneggiatore Berardi aveva trovato un riverbero poetico nelle matite e negli acquerelli di Ivo Milazzo**, dando corpo a un *hapax *fumettistico di rara delicatezza nel panorama italiano.

 

*di Camillo Bosco*
